Le nuove tariffe Tari 2026 approderanno in Consiglio comunale venerdì 31 luglio, ma il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia critica duramente il piano, sostenendo che alla riduzione media del 2,2% per le utenze domestiche corrisponderà un aumento del 5,9% per quelle non domestiche.
A sollevare la questione sono i consiglieri Claudio Amorese, Maurizio Accettulli, Concetta Soragnese e Gino Fusco, secondo i quali l’aumento complessivo del 4% dei costi non rappresenterebbe pienamente la situazione.
“Dietro una diminuzione media del 2,2% per le utenze domestiche, si nasconde una stangata del 5,9% sulle utenze non domestiche, che pagheranno il conto più salato per una macchina dei rifiuti sempre più costosa e sempre meno efficiente.”
Gli esponenti dell’opposizione evidenziano inoltre il confronto con Bari, dove, pur essendo servita dallo stesso gestore, Amiu Puglia Spa, la Tari sarebbe stata ridotta di circa il 2% sia per le famiglie sia per le attività economiche.
Secondo Fratelli d’Italia, il Piano Economico Finanziario registra un incremento dei costi di 275 mila euro, ma i numeri più rilevanti riguarderebbero l’aumento di circa 2,7 milioni di euro per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, oltre a una variazione di bilancio di 2 milioni di euro destinata ai maggiori costi del contratto di servizio con Amiu.
“Il Piano Economico Finanziario certifica un aumento dei costi totali di 275 mila euro, ma i veri numeri stanno altrove: il Comune registra un incremento di circa 2,7 milioni di euro per trasporto e smaltimento dei rifiuti, a cui si aggiunge una variazione di bilancio da 2 milioni di euro alla voce ‘maggiori costi contratto di servizio Amiu’. Cifre enormi, a fronte di una raccolta differenziata che resta inchiodata sotto il 30%, lontana dagli obiettivi fissati dalla legge (65%). I cassonetti intelligenti, presentati dalla Giunta Episcopo come la svolta epocale per la città, hanno prodotto finora solo confusione: le isole ecologiche sono troppo poche rispetto alla mole di rifiuti prodotta dai foggiani, le buste si accumulano davanti ai contenitori e gli svuotamenti raramente rispettano le due volte al giorno previste dal contratto di servizio. A pagare il prezzo più alto di questa gestione inefficiente sono soprattutto il commercio e la ristorazione: supermercati, pescherie, ortofrutta, ristoranti, pizzerie, pub e bar.”
Secondo le stime del gruppo consiliare, oltre 8mila utenze non domestiche sarebbero interessate dagli aumenti, con rincari che, per attività di circa 100 metri quadrati, potrebbero superare i 100 euro, coinvolgendo non solo esercizi commerciali e della ristorazione, ma anche biblioteche, cinema e teatri.
“Il paradosso è evidente e amaro: proprio le categorie che grazie al porta a porta hanno contribuito a far crescere la percentuale di differenziata negli ultimi due anni vengono oggi punite con le tariffe più salate. Non solo, saranno colpiti anche i luoghi della cultura come biblioteche, cinema e teatri. L’amministrazione Episcopo chiede ai foggiani, famiglie e imprese, di pagare sempre di più senza aver risolto nulla sul fronte del servizio: raccolta insufficiente, differenziata ferma, costi fuori controllo e un contratto con Amiu che continua a gravare sulle casse comunali. Il Consiglio comunale di venerdì rischia di essere l’ennesima occasione persa per invertire davvero la rotta, a meno che la maggioranza non trovi finalmente il coraggio di ammettere i propri fallimenti e di cambiare rotta sulla gestione dei rifiuti a Foggia.”
I consiglieri di Fratelli d’Italia annunciano infine che in aula chiederanno chiarimenti su tutte le voci del Piano Economico Finanziario.
“I foggiani meritano un servizio efficiente e non semplicemente bollette più salate per coprire le inefficienze di una gestione che non funziona.”
Lo riporta foggiatoday.it.



