Il 30 agosto 1975, mentre Manfredonia celebrava la memoria liturgica della Madonna di Siponto, il mare, quel mare che da sempre custodisce le storie dei pescatori, decise di raccontarne una nuova. Una storia che non appartiene alla fantasia, ma alla fede viva di un popolo che da secoli affida alla Vergine ogni uscita in mare, ogni rientro, ogni vita.
Tra le famiglie dei pescatori sipontini era tradizione, nei giorni di festa, portare in mare parenti e amici venuti da lontano. Era un modo per condividere il lavoro, la bellezza del mare e la gratitudine per ciò che esso donava. Quel giorno, secondo la testimonianza di un pescatore che aveva vissuto l’accaduto in prima persona, due motopescherecci avevano lasciato il porto e navigavano lungo la costa; e quando, salpate le reti, si preparavano a rientrare, il cuore leggero accompagnava quella serena uscita festiva. Su una delle barche c’erano dei parenti arrivati da Torino e a prua, una loro bambina di cinque anni giocava con una piccola pompa d’acqua.
Poi, all’altezza di Varcaro, accadde ciò che nessuno avrebbe mai potuto immaginare: la bambina cadde in mare. La famiglia, distratta dall’escursione, non se ne accorse subito. Quando si resero conto che la piccola non era più a bordo, il panico si trasformò in una corsa disperata verso il largo.
l pescatore, ancora oggi, racconta che il primo miracolo fu proprio il punto della caduta: se fosse scivolata a poppa, sarebbe finita nell’elica dell’imbarcazione. Ma era caduta a prua.

L’altra barca, che si trovava all’altezza di Varcaro, improvvisamente virò; una manovra inspiegabile, perché il mare era una tavola e nulla lasciava presagire un cambio di rotta. Una manovra inspiegabile, controcorrente, contro rotta. I due pescatori a poppa, intenti a selezionare il pescato, videro qualcosa muoversi nell’acqua. Era la bambina, che ormai da un’ora era in acqua. Mentre si preparavano a lanciarsi in mare, da lontano sentirono le urla dei genitori: «C’è una bimba in acqua!»
La piccola venne tratta in salvo. Era spaventata, infreddolita, ma viva. E quando le chiesero cosa fosse accaduto, pronunciò parole che ancora oggi fanno tremare la voce di chi le racconta:«C’era una Signora con me.» Una Signora. Nel mare di Siponto. Nel giorno della Madonna di Siponto.
Il 31 agosto, durante la processione, la bambina prese parte alla sfilata solenne dei fedeli, con il vestito da “monachella”.
Per i pescatori, per le famiglie, per chi quel giorno era in mare, non fu solo un incidente finito bene. Fu un incontro. Un segno. Una presenza.
La Madonna di Siponto, da secoli protettrice dei pescatori, aveva ancora una volta steso il suo manto sulle acque. E quel miracolo, tramandato di voce in voce, continua a vivere come una carezza di fede.



