SAN GIOVANNI ROTONDO – Settant’anni di vita, più di cinquanta trascorsi tra dischi, radio, consolle e locali. Raffaele Pio Francavilla ha celebrato il 29 agosto un compleanno importante, circondato dall’affetto di una comunità che da decenni lo conosce semplicemente come “Raffavoca”.
Il suo nome è legato a una stagione irripetibile dell’intrattenimento a San Giovanni Rotondo. Una storia cominciata negli anni Settanta, quando scegliere un disco significava cercarlo, conoscerlo e saperlo proporre al pubblico nel momento giusto. Da allora Francavilla ha accompagnato l’evoluzione della musica e del costume, attraversando l’epoca del vinile, la nascita delle radio private, il successo delle discoteche e la rivoluzione digitale.
Nel 2025 aveva già festeggiato cinquant’anni di attività come disc jockey. Un traguardo che racconta la continuità di una passione diventata professione, senza mai perdere la curiosità e il desiderio di scoprire nuovi suoni.
Dagli esordi alla radio
La formazione musicale di Francavilla affonda le proprie radici nella Black Music, divenuta uno dei tratti distintivi delle sue selezioni. Nel corso degli anni ha però esplorato anche il rock e gli altri generi che hanno segnato la storia della musica contemporanea.
Alle prime esperienze in consolle seguirono quelle radiofoniche. Con Radio DBM, “Raffavoca” fu speaker e organizzatore, contribuendo alla diffusione di sonorità allora poco conosciute dal pubblico locale. In un periodo nel quale le emittenti private rappresentavano una grande novità, la radio divenne per lui uno strumento di comunicazione, aggregazione e scoperta musicale.
Il Caesar Videobar e la stagione del Club Koxò
Nel 1980 nacque il Caesar Videobar, un progetto innovativo per l’epoca, costruito sull’incontro fra musica e immagini. Fu l’inizio di una lunga esperienza nel mondo dei locali, culminata con il Club Koxò.
Per circa diciotto anni il Koxò rappresentò uno dei principali punti di riferimento della vita notturna di San Giovanni Rotondo. Sul suo palco e nelle sue sale si susseguirono serate, spettacoli ed eventi capaci di richiamare un pubblico proveniente anche da fuori città.
Nel corso della sua attività Francavilla ebbe modo di incontrare e ospitare personalità dello spettacolo e della musica come Gloria Gaynor, Rossella Brescia ed Eumir Deodato. Nomi prestigiosi, che testimoniano la capacità delle sue iniziative di superare i confini strettamente locali.
Una colonna sonora per intere generazioni
Il risultato più importante della sua carriera, tuttavia, non si misura soltanto attraverso gli artisti incontrati o il numero delle serate organizzate. Il patrimonio più autentico è rappresentato dalle persone.
Raffaele Francavilla ha fatto ballare diverse generazioni. Intorno alla musica da lui scelta sono nate amicizie, amori e storie personali. Molti dei ragazzi che frequentavano i suoi locali sono oggi adulti, ma conservano ancora il ricordo di quelle serate e di un periodo che ha segnato la vita sociale della città.
La musica, per “Raffavoca”, non è mai stata soltanto intrattenimento. È stata un linguaggio con il quale comunicare, abbattere distanze e creare comunità.
Anche a settant’anni la passione rimane intatta. Sono cambiate le tecnologie, sono scomparsi alcuni locali e le mode hanno seguito il proprio corso, ma non è cambiata la capacità della musica di riunire le persone.
Il compleanno di Raffaele Francavilla diventa così anche l’occasione per ricordare un capitolo della storia recente di San Giovanni Rotondo: cinquant’anni vissuti con le cuffie alle orecchie, le mani sui dischi e lo sguardo rivolto alla pista.
Buon compleanno, “Raffavoca”. Che la musica continui a raccontare la tua storia.
Fonte: San Giovanni Rotondo Free.



