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Sanza (Udc): decollo polo florovivaistico gruppo Ciccolella bloccato da lentezze Regione

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
30 Settembre 2009
Capitanata //

CIMG2715Foggia – I ritardi burocratici della regione Puglia bloccano la realizzazione di un impianto produttivo florovivaistico che a regime produrrebbe un’occupazione di 130 unità lavorative. La regione Puglia non deve mettere un solo euro, ma la sua insipienza pregiudica un accordo di programma già sottoscritto dal privato per 35 milioni e dal ministero dello Sviluppo economico per 17 milioni di euro”. Lo ha detto in una nota il segretario regionale dell’Udc di Puglia, on. Angelo Sanza. “La società agricola di Molfetta del gruppo Ciccolella, leader in Europa nel settore florovivaistico – continua – non è in grado di partire nell’area prescelta di Candela, a Foggia, perchè da ben tre anni la regione Puglia non concede le autorizzazioni richieste. Tre anni di ritardo non sono sopportabili con i tempi previsti da una efficiente imprenditoria privata. Siamo alla solita storia dei ritardi del nostro mezzogiorno. E’ un delitto, in tempi di crisi come questi, con un privato che rischia in proprio, e il ministero dello Sviluppo economico che ha già sottoscritto il contratto di programma, registrare ritardi per colpa della burocrazia locale. Si tratta solo di una parte di un investimento complessivo che supera i 200 milioni di euro: l’impianto produrrà coltivazioni in serra per una superficie totale di 82 ettari e sarà teleriscaldata grazie ad un ciclo caldo-freddo che verrà realizzato con la centrale Edison di Candela. Questo progetto conferma la vocazione agricolo-floreale del mezzogiorno, capace di razionalizzare il lavoro e modulare in modo più mirato le risorse, mantenendo intatto l’incentivo per gli investimenti sul territorio. Il progetto delle serre teleriscaldate con l’energia termica delle centrali elettriche contribuisce a migliorare le performances aziendali di tale investimento, già considerato da esperti mondiali come new green economy”.

“Sollecitiamo la regione Puglia – conclude Sanza – ad un’attenta considerazione del progetto presentato e ci facciamo interpreti, non solo delle aspettative della gente dell’area dell’Ofanto e del subappennino dauno, ma anche di una più vasta cultura dello sviluppo meridionale che vede nella realizzazione di impianti di co-generazione e l’utilizzo del vapore prodotto per attività che sono proprie di queste aree del mezzogiorno, tra cui la floricultura pugliese”. (fonte: Lucanianews)

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