È ufficiale la riconferma del riconoscimento di IRCCS, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, per l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Opera di San Pio da Pietrelcina. La conferma è stata formalizzata con il decreto del 4 settembre 2026, firmato dal ministro della Salute Orazio Schillaci e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2026.
Il provvedimento conferma il carattere scientifico dell’istituto nelle aree tematiche di “diagnostica”, “neurologia” e “oncologia”.
Il percorso di valutazione è stato affidato a una commissione ministeriale composta dalla professoressa Adriana Albini, dal dottor Roy De Vita e dal professor Marcello Giuseppe Feola. La commissione aveva effettuato la site visit nel gennaio 2025, per poi procedere all’analisi della documentazione relativa ai diversi ambiti di attività dell’istituto.
Tra gli elementi esaminati figurano i dati economici relativi a bilancio, produzione e finanziamenti, l’attività assistenziale, con particolare attenzione ai livelli di eccellenza, e l’attività di ricerca, comprendente i laboratori, i principali prodotti scientifici, le pubblicazioni e le attività formative.
La valutazione ha riguardato inoltre il nuovo assetto organizzativo dell’area ricerca, articolato in tre settori: Valorizzazione della Ricerca, Ricerca Preclinica e Traslazionale e Ricerca Clinica. Presi in esame anche la re-istituzione del Comitato Tecnico Scientifico, l’introduzione di tre vice direttori scientifici e la nuova figura del responsabile della Ricerca Clinica.
La riconferma dell’IRCCS è stata commentata dalla professoressa Ornella Parolini, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.
«La conferma del riconoscimento IRCCS testimonia che il cammino intrapreso con il Ministero della Salute 35 anni fa, con il primo riconoscimento, continua», ha dichiarato Parolini.
«Premia il lavoro dei ricercatori di laboratorio e dei ricercatori clinici e, al tempo stesso, ci richiama a una profonda responsabilità: continuare a far crescere la qualità della nostra ricerca e la sua capacità di tradursi in nuove opportunità di cura per i pazienti. Mi auguro che questo riconoscimento sia anche uno stimolo per i nostri giovani ricercatori a guardare con fiducia e ambizione al futuro».



