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CERIGNOLA 118 Cerignola contesta il taglio della seconda postazione 118 e chiede un confronto

La presa di posizione è contenuta nel comunicato diffuso il 30 settembre.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
30 Settembre 2026
Cerignola // Politica //

Cerignola chiede alla Regione Puglia e all’ASL di Foggia di rivedere la soppressione della seconda postazione del 118. Il sindaco Francesco Bonito contesta la riorganizzazione del servizio e denuncia l’assenza di un confronto preventivo con il Comune. Al centro della protesta ci sono l’estensione del territorio, le distanze tra centro abitato e aree rurali e gli oltre cinquemila interventi che, secondo i dati richiamati dal primo cittadino, le due postazioni hanno effettuato nell’ultimo anno.

La presa di posizione è contenuta nel comunicato diffuso il 30 settembre. Il documento richiama la deliberazione della Giunta regionale numero 1253 del 22 settembre 2026, relativa all’accordo integrativo del servizio di emergenza sanitaria territoriale e al suo assetto organizzativo. Secondo quanto riferisce Bonito, il nuovo quadro prevede la soppressione della seconda postazione di Cerignola.

Il sindaco definisce la scelta inaccettabile e sostiene che non gli sia arrivata alcuna comunicazione preventiva. Contesta inoltre la mancanza di interlocuzione con l’amministrazione su una decisione che incide sull’organizzazione dei soccorsi. La richiesta è che la valutazione tenga conto delle caratteristiche locali e dell’attività effettiva del servizio, oltre ai parametri generali della riorganizzazione.

Nel comunicato Cerignola viene descritta come il terzo Comune italiano per estensione territoriale, con una superficie di circa 594 chilometri quadrati. Bonito richiama la presenza di vaste aree rurali, borgate e grandi distanze da percorrere, insieme alle importanti arterie stradali che attraversano il territorio e ai due caselli autostradali. Sono gli elementi sui quali fonda la richiesta di mantenere una capacità di risposta adeguata.

A questi fattori il sindaco affianca il volume delle chiamate: nell’ultimo anno, afferma, le due postazioni hanno garantito complessivamente più di cinquemila interventi. Il dato viene utilizzato per evidenziare il ruolo svolto dai due equipaggi e per chiedere come sarà gestita la domanda di soccorso con una sola postazione. Il comunicato non riporta una ripartizione degli interventi tra i mezzi o un’analisi dei tempi di risposta.

Il problema indicato da Bonito riguarda soprattutto le emergenze contemporanee. Se l’unica ambulanza disponibile fosse già impegnata, magari lontano dal centro abitato, quale mezzo potrebbe intervenire per una seconda chiamata? Da dove arriverebbe e quanto tempo impiegherebbe? Sono le domande che il primo cittadino rivolge alla Regione e all’azienda sanitaria.

Il sindaco richiama situazioni nelle quali la tempestività dei soccorsi è centrale, dagli incidenti stradali alle emergenze cardiache e neurologiche. La sua preoccupazione è che una singola postazione possa avere difficoltà a sostenere il volume di attività finora assicurato da due equipaggi. Si tratta del rischio denunciato dall’amministrazione, mentre nel materiale diffuso non compare una valutazione tecnica dell’ASL sui tempi attesi dopo la riorganizzazione.

Bonito riferisce di avere chiesto immediatamente un incontro alla direttrice generale dell’ASL di Foggia, per conoscere le ragioni della scelta e rappresentare le criticità per Cerignola. Alla data del comunicato, dichiara, la richiesta non aveva ricevuto riscontro. Il primo cittadino considera il confronto necessario per una città di quasi sessantamila abitanti, interessata da una modifica significativa del servizio di emergenza.

La richiesta rivolta a Regione e ASL è di riesaminare la decisione sulla base degli interventi effettuati, dell’estensione geografica, delle distanze e della viabilità. L’amministrazione chiede inoltre una valutazione puntuale delle conseguenze sul territorio. Nel comunicato la contestazione è ricondotta alla tutela della salute e alla possibilità di ricevere soccorso in tempi adeguati.

Alla presa di posizione istituzionale si accompagna l’annuncio della partecipazione del Comune al sit-in dei lavoratori, indicato per le 17 del 30 settembre all’ingresso dell’ex ospedale “Tommaso Russo”. Bonito estende l’invito alla popolazione e sollecita un’adesione che superi le divisioni politiche. Il documento annuncia la mobilitazione, senza riferirne lo svolgimento o gli esiti.

Resta aperta la richiesta di chiarire come sarà organizzata la copertura delle emergenze qualora venga meno la seconda postazione. Il nodo posto dal sindaco è concreto: sapere quali risorse interverranno quando il primo mezzo sarà occupato e come verranno considerate le distanze di un territorio tanto

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