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TONY DALLARA Ritrovato dopo oltre trent’anni un brano inedito di Tony Dallara

A rendere possibile il recupero è stato il cantautore e musicista Riccardo Ceratti, che ha conservato per decenni il nastro analogico contenente la registrazione

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
30 Settembre 2026
Attualità // Musica //

Dopo oltre trent’anni custodito su un nastro magnetico, torna alla luce un brano inedito interpretato da Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, una delle figure più rappresentative della musica leggera italiana tra gli anni Cinquanta e Sessanta. La canzone, intitolata Riempito di blu, fu registrata nel 1993 e rimase inedita fino a oggi.

A rendere possibile il recupero è stato il cantautore e musicista Riccardo Ceratti, che ha conservato per decenni il nastro analogico contenente la registrazione. Il brano è prodotto da Sorridi Music e Magilla Spettacoli Edizioni Musicali e viene presentato come un autentico ritrovamento d’archivio, legato a una sessione realizzata in studio oltre trent’anni fa.

Tony Dallara, nome d’arte di Antonio Lardera, è stato uno dei protagonisti della stagione degli “urlatori”, la generazione di interpreti che tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta contribuì a modificare profondamente lo stile della canzone italiana.

Cresciuto a Milano, Dallara si impose per una vocalità potente e lontana dai tradizionali canoni melodici, contribuendo al passaggio dal modello del “bel canto” alle nuove influenze del rock and roll e del pop.

Il successo arrivò nel 1957 con Come prima, brano capace di vendere centinaia di migliaia di copie e di rimanere per mesi ai vertici delle classifiche.

Tre anni più tardi, nel 1960, Dallara vinse il Festival di Sanremo insieme a Renato Rascel con Romantica, canzone destinata a diventare uno dei suoi brani più conosciuti anche a livello internazionale.

La sua attività non si limitò alla musica. Dallara partecipò a diversi film musicali, i cosiddetti “musicarelli”, e a numerose trasmissioni televisive, consolidando la propria popolarità presso il grande pubblico. Parallelamente alla carriera musicale coltivò anche la passione per la pittura.

La storia del nastro

La vicenda di Riempito di blu comincia proprio nel 1993, durante una sessione di registrazione. L’idea del brano nasce da una domanda rivolta a Riccardo Ceratti dal figlio, allora appena treenne: «Papà, come fa il mare a tenerci su?».

Da quella domanda Ceratti sviluppò una canzone, successivamente completata insieme a Fabio De March e Angelo Ceriani, con i quali collaborava professionalmente in quegli anni.

Il progetto attirò immediatamente l’attenzione di Tony Dallara, che decise di interpretare il brano. Il cantante registrò la traccia con quella potenza vocale che aveva caratterizzato la sua carriera, ma per le dinamiche discografiche dell’epoca la canzone non venne pubblicata e rimase conservata in archivio.

Ceratti ha custodito il nastro per più di tre decenni: «Ho protetto quel nastro per trent’anni», dichiara. «È una promessa mantenuta a mio figlio e un omaggio a un uomo che ha cambiato la storia della nostra musica. Sentire oggi quella voce intatta, potente e vibrante, è un’emozione che appartiene a tutti».

Una registrazione analogica degli anni Novanta

Riempito di blu conserva l’arrangiamento originale realizzato negli anni Novanta e mantiene l’atmosfera delle produzioni dell’epoca. La registrazione venne effettuata su una macchina analogica a 24 tracce.

Il recupero del brano non ha previsto l’utilizzo di filtri digitali, mantenendo così la registrazione nella sua veste originaria. Al centro resta la voce di Tony Dallara, accompagnata da un testo dedicato a amore, protezione e futuro.

Il ritrovamento restituisce così al pubblico una nuova testimonianza della voce di uno degli interpreti che hanno segnato la trasformazione della musica leggera italiana tra gli anni Cinquanta e Sessanta, attraverso una registrazione rimasta nascosta per più di trent’anni.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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