Manfredonia
Per rendere chiara la pericolosità del materiale, basta citare (a scopo meramente esemplificativo) la relazione “Incidenti da gas” effettuata dall’Ingegner Ugo Rocca

Incidenti da deposito gpl: i fattori scatenanti, le possibili conseguenze

Numeri che sicuramente non sono collegabili a depositi di stoccaggio come il caso Energas, ma che rendono chiaramente l’idea rispetto al potenziale esplosivo e letale del materiale in questione


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Manfredonia. NELLA mattina del 19 Novembre 1984, presso Città del Messico, si verifica una perdita di gas nei pressi del deposito Pemex di distribuzione e stoccaggio GPL. Le conseguenze sono catastrofiche: il materiale, fortemente combustibile, viene a contatto ben presto con una fiamma, che genera una nube di fuoco enorme (chiamata BLEVE), accompagnata da otto esplosioni successive. Il bilancio dell’incidente è gravissimo: muoiono oltre 500 persone, mentre circa 7000 feriti riportano gravi ustioni.

L’incidente di San Juanito, entrato nell’immaginario collettivo e nella memoria storica del mondo occidentale per le crude immagini di morte e devastazione diffuse dai media nei giorni successivi, rappresenta il più grande disastro provocato dal famigerato gas di petrolio liquefatto, che potrebbe trovare ora una collocazione autoctona sul territorio di Manfredonia in seguito alla proposta realizzata da Energas S.p.a. per la realizzazione di un deposito in località Santo Spiriticchio (naturalmente non vi sono correlazioni tra impianti e incidenti ma la divulgazione, attraverso il seguente testo, di dati ufficiali ed analisi di relazioni inerenti il tema,ndr).

La ricerca dell’ingegnere Ugo Rocca. In realtà l’incidente messicano rappresenta solamente la conseguenza più nefasta nell’ampio spettro nelle possibili tragedie che un impianto del genere può potenzialmente portare. Nel corso del Novecento infatti, ci sono diversi casi di incidenti dallo scenario sicuramente meno apocalittico, ma comunque preoccupanti per danni apportati a cose o persone. Le cause di tali spiacevoli avvenimenti sono tantissime e si perdono, per numero e quantità, nella notte dei tempi e delle carte dedicate alle loro analisi: tuttavia ogni motivazione segue un filo conduttore, facilmente immaginabile, rappresentato dalla forte infiammabilità del Gpl, e da tutti i rischi di avvelenamento e soffocamento ad esso connesso. Per rendere chiara la pericolosità del materiale, basta citare (a scopo meramente esemplificativo) la relazione “Incidenti da gas” effettuata dall’Ingegner Ugo Rocca in cui sono raccolte diverse casistiche di incidenti avvenuti in Italia: nell’arco di soli 5 anni, a cavallo tra il 2001 e il 2006, in 47 incidenti legati il gpl sono decedute 6 persone e vi sono stati all’incirca 35 feriti. Numeri che sicuramente non sono collegabili a depositi di stoccaggio come il caso Energas, come già detto, ma che rendono chiaramente l’idea rispetto al potenziale esplosivo e letale del materiale in questione.

I dati. In verità, anche gli incidenti legati ai depositi gpl non mancano nel corso della Storia ed anzi, parlano di cifre ancor più spaventose e allarmanti: nell’arco di 45 anni, tra il 1939 e il 1985, sono decedute oltre 620 persone per scoppi riconducibili a depositi di siffatto materiale e a tutte le strutture ed i trasporti ad esso connessi, mentre è statisticamente impossibile fornire una cifra verosimile dei feriti,la quale si attesterebbe, in ogni caso, sicuramente oltre i 7000 di San Juanito.

Alcune cause alla base degli incidenti. Le cause di incidenti “potenzialmente rilevanti” relative ai depositi del materiale, legate dal comune denominatore rappresentato dall’alta infiammabilità, sono ravvisabili nella maggior parte dei casi nella rottura del materiale adibito al trasporto e al deposito di gpl. La rottura di cisterne interne alle strutture di deposito, o trasportate su ferrovie, comportano il rilascio del materiale che entra in contatto con una fiamma e causa quindi il conseguente incendio. Un caso citabile su tutti è il deragliamento della ferrocisterna GPL a Meddrim, in Georgia, che comportò la morte di 26 persone oppure, tanto per rimanere in casa, la strage di Viareggio del 2009 (catalogato agli atti si ribadisce quale ‘incidente ferroviario,ndr), che portò a 33 vittime.

L’altra motivazione più frequente è rappresentata dalla fuga di materiale in fase di imbottigliamento. Si può citare, a tal proposito, la perdita di Gpl durante il travaso in Massachussetts del 1972, che ha comportato un esplosione che ha spazzato via i materiali a oltre 700 m e causato un Bleve e un Fireball.

Relativamente alla proposta progettuale interessante Manfredonia da ricordare, nell’ambito della divulgazione di atti e come evidenziato dalla commissione regionale sul progetto”: “L’AGGIORNAMENTO del SIA, datato 2013, non colma alcune lacune degli studi precedentemente proposti: nello specifico non si comprende perchè il proponente evita di valutare l’esposizione da emissione in atmosfera di agenti chimici dichiarando che l’impianto non è soggetto ad autorizzazione alle emissioni perché verranno condotte ‘operazioni di movimentazione svolte interamente a ciclo chiuso’. In realtà lo stesso proponente descrive tra le fasi di processo anche l’imbottigliamento del GPL in contenitori di diversa capacità e fasi di travaso quali la caricazione/discarica dalle navi, autobotti e ferro cisterne; tra l’altro, anche il riempimento di bombole e serbatoi vuoti prevede la riparazione di detti contenitori, lo svuotamento delle bombole troppo piene, lo svuotamento delle bombole prive di tenuta, attività queste che palesano evidenti rischi per l’ambiente e la sicurezza dei lavoratori. Non vengono descritte quali siano le azioni da intraprendere per evitare il rischio *criogenico’ in caso di uscita accidentale di gas ad alta pressione. Non viene prodotto uno studio previsionale dell’impatto acustico, ai sensi della L. 447/95 nonché della vigente legge regionale, che tenga conto di tutte le fasi di processo dalla caricazione/discarica del GPL dalla nave all’imbottigliamento nei contenitori ad alta pressione

La difficoltà per il reperimento di dati. Resta una grava mancanza, nell’ambito della raccolta di indagine statistica e dell’inchiesta giornalistica, l’impossibilità di trovare materiale utile ad analizzare e quantificare i danni a cose o persone causati negli ultimi 40 anni (dove si ferma la relazione fornita dalla stessa Isorar, che si è utilizzata per la suddetta enumerazione) da depositi gpl.

La Seveso III. Se è vero infatti che, la maggior parte degli incidenti di cui si può avere una fornita documentazione sono relativi a periodi storici in cui la sicurezza era, se possibile, ancor più subalterna al profitto rispetto ad oggi, è altrettanto vero che, il progetto Energas viene spesso accusato dai detrattori di non brillare per specificità tecnica e di essere, in molti punti, appena “abbozzato”, visto che il corpus dell’opera è stato presentato e realizzato nel 1999, ben sedici anni fa, quando le normative relative alla sicurezza di questi impianti erano soggette ad una legislatura ben più morbida e accondiscendente dell’attuale Seveso III.

LA RELAZIONE DELL’INGEGNERE UGO ROCCA
Relazione Ing.Rocca

(A cura di Mario Valente – mariovale92@gmail.com)

Incidenti da deposito gpl: i fattori scatenanti, le possibili conseguenze ultima modifica: 2015-10-30T20:11:17+00:00 da Redazione



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Commenti


  • manfredonia

    Questo è ciò che coloro i quali si dichiarano favorevoli all’insediamento dell’energas, prendessero in serissima considerazione


  • Mister X

    Occhio al calcio..


  • antonella

    È troppo facile affermare che noi manfredoniani diciamo no a tutto, la verità è che siamo capaci di distinguere caparbiamente cosa è bene e cosa non lo è, né lo sarà domani per noi cittadini,per il nostro territorio, per il nostro clima, per l’ecosistema del golfo, per il nostro benessere, per la salute pubblica, per la sicurezza della collettività, i cittadini di manfredonia capiscono bene cosa si intende quando si tratta di decidere della
    propria sorte, che il deposito energas è una vera e propria bomba ad orologeria lo sappiamo tutti, non dobbiamo capire se prima o poi un incidente accadrà se questo impianto sarà installato, augurandoci mai, se energas troverà collocazione in questo territorio dobbiamo solo aspettare, perché non sarebbe più una questione di se un incidente accade, ma diventerebbe questione di quando l’incidente accadrà, sarebbe solo una questione di tempo, prima o poi…? Quali i danni? Chi si assume la responsabilità politica, civile e penale?Diteci chi si assume queste responsabilità?


  • svolta

    Per non andare troppo lontano, voglio ricordare ai più che tempo addietro vi fu uno scoppio di GPL al deposito/distributore di Gambardella.
    Il boato fu molto forte ed i residui dell’esplosione, materiale ferroso, arrivarono ad oltre duecento metri dal luogo dell’esplosione…. Non so dire e qual’era la quantità di GPL esploso…. però ricordo benissimo l’esplosione, e non voglio pensare minimamente cosa accadrebbe a Manfredonia ed ai suoi cittadini se a scoppiare fosse il mega deposito dell’Energas che si intende realizzare, senza scrupoli in prossimità della mia città….la bella ma vituperata Manfredonia.


  • Manfredonia santa barbara del Gpl della Q8 -Energas

    Dio Mio, qui si sta decidendo di trasformare Manfredonia nella santa barbara di Gpl d’Italia e non si capisce ancora si è assunto la responsabilità o se le deve assumere? E perchè la popolazione è stato messa in disparte? Ma si perchè il progetto è di una portata cosi grande e con tutti i pericoli che ci sono (niente è sicura al mondo) che praticamente tutti si lavano le mani dicendo di no convinti si salvare la faccia e scaricare la responsabilità al Governo o al Mise. Ma tantissimi ahivoi hanno capitol giochetto! E ricordatevi che di Gpl ferisce di Gpl perisce.!


  • La mani sulla città

    tutta mia la città

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