ManfredoniaRicordi di storia
(Dopo la prima guerra mondiale)

Le commemorazioni a Manfredonia del milite ignoto

A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia


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Nel settembre 1920, dopo la prima guerra mondiale, in piazza Municipio, ebbe luogo la cerimonia dello scoprimento della lapide commemorativa, incastonata sulla parete di Palazzo S.Domenico, in ricordo dei militi manfredoniani morti in guerra. Intorno alla lastra  di pietra, sulla quale erano incisi i nomi dei combattenti periti in guerra,   furono collocate in loro memoria corone di fiori.

Il 4 novembre 1921 su iniziativa della locale Sezione Combattenti presieduta dal M° Cherubino Salvatore Murgo e con il concorso dell’Amministrazione comunale retta dal sindaco cav. uff. Pietro Simone, ebbe luogo in piazza Municipio una solenne e commovente cerimonia in onore del Milite Ignoto. Erano presenti alla manifestazione,  autorità civili e militari, reduci e le vedove dei soldati morti nel corso della prima guerra, numerosi cittadini e la banda comunale cittadina diretta dal M° Vito Berardi.  L’arcivescovo dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste Pasquale Gagliardi  insieme al capitolo metropolitano sipontino, celebrò  il rito religioso  in memoria del milite ignoto. Sulla pedana di legno costruita in piazza Municipio e solitamente utilizzata per i concerti bandistici, fu montata una gigantesca croce composta da crisantemi bianchi. La sera dello stesso giorno all’Eden Teatro, riccamente addobbato e illuminato, come riporta l’articolista del giornale d’epoca “Il Rinnovamento” del novembre 1921, si tenne uno spettacolo di beneficenza di arte varia in favore degli orfani dei caduti in guerra.

Il 2 maggio 1926, in occasione del congresso regionale dei Mutilati di Guerra, fu inaugurato in zona castello un monumento dedicato ai caduti in guerra. Nell’area circostante il Sacrario furono piantati numerosi pini  e sul tronco di  ciascuno di essi fu posta una targa sulla quale era inciso il nome del soldato o ufficiale morto durante il primo conflitto mondiale.  Questo luogo prese il nome di “Parco della Rimembranza”. Nel 1929, presso un’ala del chiostro di Palazzo S.Domenico, dove dopo il ripristino dell’antico chiostro, sono stati rinvenuti degli affreschi relativi al primo conflitto mondiale del pittore Giovanni Gelsomino, fu realizzato un sacrario con foto e piccole targhe dei soldati  sipontini che avevano perso la vita durante la Grande Guerra. A tal proposito, va ricordato anche,  che sulla lapide in marmo in piazza del Popolo furono incisi i nomi di 90  soldati manfredoniani morti nella prima guerra mondiale.

In Italia, ogni anno il 4 Novembre (giorno in cui si solennizza la Festa dell’Unità Nazionale e  delle Forze Armate), anche in loco si tiene la celebrazione delle ricorrenze con la deposizione di corone di alloro in piazza del Popolo e presso il Monumento ai Caduti in ricordo di quanti hanno  perso la vita gloriosamente  per la Patria.

 

**Dopo la 1^ Guerra Mondiale, le nazioni belligeranti vollero onorare  gli eroismi nelle spoglie di un anonimo combattente. In Italia, nel 1920,  l’idea di onorare una salma sconosciuta di un milite caduto in guerra fu proposta dal generale Giulio Douhet. Il disegno di legge venne presentato alla Camera Italiana nel 1921. Va ricordato che, nel corso della prima guerra mondiale, perirono 651 mila militi italiani (sul fronte e in prigionia). Sempre tra i nostri soldati, ci furono più di  un milione di  mutilati e feriti, mentre 589 mila sono state le vittime civili. La Grande Guerra,  fu causa altresì di terribili devastazioni e di circa 10 milioni di morti (e dispersi) tra militari e civili, tra tutti gli stati partecipanti all’ignobile conflitto. Forse, la guerra dall’Italia poteva essere evitata, perché l’Austria aveva promesso alla nostra nazione (notizie acclarate da molti studiosi e storici) la restituzione delle  città di Trento e Trieste. La Grande Guerra, fu anche  un fallimento, per via delle mire espansionistiche dell’Italia non realizzate. Va  ricordato, altresì, che il primo conflitto mondiale fu un grosso affare per i gruppi industriali italiani, per molti funzionari statali senza scrupoli, per politici corrotti e alti ufficiali sorpresi spesso in personali iniziative finalizzate a profitti illeciti. Gli ordinativi di guerra generarono utili a dir poco scandalosi, tant’è  che fu nominata una commissione d’inchiesta parlamentare, messa a tacere con l’avvento del fascismo al  potere. La Festa del 4 novembre  fu istituita dal fascismo e come riportato sull’Editoriale Archivio 2000 dal titolo: “Tutto quello che non ci hanno detto sul quattro novembre”  dal quale ho attinto anche altre notizie storiche, per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare le forze armate. Tante furono le bugie, i misfatti e gli inganni  che mandarono a morire i nostri nonni nella prima guerra mondiale. Il 4 novembre in Italia è la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, un tempo molto sentita e rievocata. In questa data, ricorre l’anniversario dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti del 1918, con il quale ebbe fine la Prima guerra mondiale, con l’Italia alleata con la Triplice Intesa (il Regno Unito, la Francia e la Russia) vittoriosa con la resa dell’esercito austro-ungarico nella battaglia di Vittorio Veneto. E pensare, che i territori ottenuti con la “disfatta” dell’Impero Austro-Ungarico, prima del conflitto, erano stati promessi dall’Austria all’Italia in cambio della  non belligeranza.   

Un libro interessante da leggere sul primo conflitto mondiale è quello pubblicato da tre appassionati studiosi intitolato: “La grande menzogna” della Prima guerra mondiale (Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla prima guerra mondiale)-Ed. Dissensi – Viareggio 2015,  scritto da Valerio Gigante e Luca Kocci (giornalisti) e da Sergio Tanzarella (storico).

 

*Va precisato, che i combattenti di Manfredonia che perirono nel primo conflitto mondiale furono 183. Sulla lapide posta sulla parete in piazza del popolo sono riportati solo  i nomi di 90  caduti in guerra.

Ringrazio l’amico Matteo Borgia per aver messo a disposizione per mio articolo alcune foto e preziosi documenti del suo archivio relativi al primo conflitto mondiale. Voglio comunicare ai lettori locali, che se siete interessati ad avere notizie  o fotografie dei vostri parenti morti in guerra durante il primo conflitto mondiale potete mettervi in contatto con l’amico  Matteo Borgia- Email: mracf@libero.it

fotogallery in allegato

Le commemorazioni a Manfredonia del milite ignoto ultima modifica: 2018-11-30T08:48:10+00:00 da Redazione



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