Milano – La Procura di Milano ha aperto un fascicolo d’indagine a carico del giornalista e conduttore tv Alfonso Signorini, iscrivendo i reati di violenza sessuale ed estorsione dopo la querela presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Antonio Medugno. L’iscrizione – spiegano dagli inquirenti – viene considerata un “atto dovuto” per consentire ai pm di svolgere le verifiche sui fatti denunciati.
La denuncia/querela è stata depositata il 24 dicembre 2025 ed è finita sul tavolo della pm Letizia Mannella, indicata come responsabile del Quinto Dipartimento (tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli). Medugno è assistito dagli avvocati Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella, che nell’atto chiedono di procedere “in via principale” per i due reati e sollecitano la Procura a valutare anche eventuali ulteriori ipotesi di reato e la possibile presenza di altri responsabili.
Secondo quanto riportato, i legali dell’ex gieffino sostengono che, durante la stesura della querela, sarebbero emersi “ulteriori profili” rispetto a quelli già circolati pubblicamente, circostanza che avrebbe portato ad accelerare il deposito dell’atto.
Dalle ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, al centro della denuncia ci sarebbero presunte avances che si collocherebbero nella primavera 2021, con contatti inizialmente telefonici e poi di persona; l’interruzione dei rapporti, secondo questa versione, sarebbe arrivata dopo che Medugno avrebbe chiarito la propria posizione. La vicenda si inserisce in una più ampia bufera mediatico-giudiziaria legata alle rivelazioni diffuse nel format web Falsissimo di Fabrizio Corona. In questo filone, Signorini ha presentato una querela dopo la pubblicazione di chat e foto: Corona risulta a sua volta indagato per revenge porn, come riportato da più testate.
La difesa: “Etica della monnezza”
Sul fronte difensivo, la linea è di netta contestazione. L’avvocato Domenico Aiello, indicato come legale di Signorini, ha definito l’apertura dell’indagine un passaggio “a tutela dell’indagato” e ha dichiarato che la difesa sarebbe “in grado di dimostrare” l’infondatezza della ricostruzione accusatoria, parlando di “etica della ‘monnezza’”.
Cosa succede ora
L’apertura del fascicolo segna l’avvio formale degli accertamenti: gli inquirenti potranno acquisire documenti, eventuali chat e testimonianze e procedere agli atti istruttori ritenuti necessari. In questa fase, è fondamentale ricordare che si tratta di accuse da verificare e che vale la presunzione di innocenza fino a eventuali decisioni dell’autorità giudiziaria.



