Edizione n° 5397

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

Suoni di antichità nella Grotta di San Michele Arcangelo

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
31 Gennaio 2011
Scienza e Tecnologia //

Fonte image: Ing. Francesco Martellotta
NEL settembre del 2010 ha preso il via un progetto, chiamato “Suoni di Pietra“, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e condotto dal Politecnico di Bari, Dipartimento di Architettura e Urbanistica, dedicato alla caratterizzazione acustica di Chiese rupestri dislocate in diverse zone della Puglia : fra esse anche la Grotta di San Michele a Monte Sant’Angelo sul Gargano. Scopo principale del progetto è quello di studiare le caratteristiche acustiche di questi luoghi e ricreare in realtà virtuale le atmosfere ed i suoni caratteristici delle Chiese rupestri, così tipiche e così radicate nel nostro territorio appulo. In questo contesto, la Grotta di Monte Sant’Angelo ha costituito il primo e forse più importante studio preliminare per importanza ed eccezionalità del luogo, punto d’ incontro d’ istanze spirituali e necessità partiche per l’accoglienza dei fedeli.

Fino all’Ottocento, con i primi studi scientifici sull’acustica, architettura e liturgia si sono mossi su binari diversi e non sempre compatibili : chi sia mai entrato in chiese rinascimentali e barocche, infatti, si sarà accorto di come esse siano caratterizzate da riverberi molto alti ( il riverbero è il suono che permane in un ambiente quando il segnale diretto si è esaurito ) , con la conseguente degradazione del suono della voce e del canto. A quel tempo la cosa era ininfluente, visto che la liturgia, proclamata in latino, era comprensibile solo a coloro che, concelebrando, occupavano il presbiterio. Al fedele presente era lasciata in qualche modo solo la parte più “emozionale” della liturgia. Solamente dal Concilio Vaticano II in poi, con l’apertura della liturgia alle lingue nazionali e quindi alla comprensione del parlato, ci si è posti il problema di rendere gli ambienti più fruibili acusticamente, cosa che per le chiese rinascimentali e barocche resta tutt’oggi, pur con i migliori impianti di amplificazione, una cosa difficile da realizzare se la chiesa non è costruita appositamente in maniera da amplificare naturalmente i suoni.

In effetti il gruppo del Prof. Ettore Cirillo, ha negli ultimi anni caratterizzato acusticamente circa 50 chiese sparse per l’Italia -a partire proprio dalle chiese romaniche pugliesi- analizzandone le relazioni con la forma e gli stili architettonici. Utilizzando tecnologie all’avanguardia (microfoni binaurali, B-format ed array microfonici che ricostruiscono l’ intensità e direzione del suono) e un processo noto come “auralizzazione” è stata riprodotta in laboratorio l’acustica dei luoghi sacri e di conseguenza la percezione e la sensazione uditiva soggettiva che sia la liturgia e che i canti sacri produrrebbero in quel particolare ambiente. Da questi studi è emerso che solo in rari casi (chiese degli ordini predicatori) il conseguimento di obiettivi acustici ha condizionato il progetto architettonico. Al contrario, la tradizione rupestre (molto legata a comunità relativamente piccole) si è sempre mostrata molto interessata alla fruizione della liturgia da parte dei presenti, e molto più di quanto si possa immaginare.

La ricerca sulle chiese rupestri mira a valorizzare un patrimonio che, specie nel sud Italia, è largamente diffuso. Storicamente esse si collocano prima delle chiese romaniche e in un periodo in cui il cristianesimo era in pieno sviluppo: ambienti acusticamente molto diversi e complessi rispetto a quelli che li hanno seguiti in quanto i gruppi di fedeli che li frequentavano erano molto più raccolti e di conseguenza il rapporto celebrante/assemblea era molto più diretto.

Ciò che è emerso da studi precedenti a questo, e che hanno fatto da apripista allo studio attuale, è che in ambienti rupestri di epoca preistorica il tipo di rappresentazioni pittoriche cambia a seconda della caratterizzazione acustica dell’ambiente, ed in particolare gli ambienti dedicati alla sepoltura erano caratterizzati da forti riverberazioni e risonanze e da suoni di tipo naturale che in qualche modo potevano evocare alla mente l’esistenza di qualcosa di sovrannaturale, mistica o divina. Tutto ciò si ricollega ad una percezione ancestrale dello spazio e del tempo, insita profondamente nella mente umana, in cui i suoni evocano non solo ciò che li produce ma anche qualcosa di trascendentale.

Indagare questo legame fra aspetti mistici e luoghi in cui sono edificati gli spazi di natura sacra è uno degli obiettivi dell’indagine in corso, volta a comprendere anche i perchè della scelta di una grotta piuttosto che un’altra per un sito sacro : motivi semplicemente di comodità (spazi più grandi, maggiore accessibilità…) o piuttosto la volontà, attraverso l’evocazione che un suono poteva assumere, di richiamare alla mente dei fedeli qualcosa che va oltre l’immanente, tipico della tradizione sacra bizantina in cui si colloca l’esperienza rupestre pugliese? A riprova di ciò si consideri che il canto bizantino è caratterizzato da tonalità molto gravi che ben si adattano a stimolare il riverbero e le risonanze in ambienti raccolti come le grotte e le chiese rupestri.

Tutto ciò ha portato il gruppo di ricerca del prof. Cirillo a Monte Sant’Angelo. E’ stata studiata la conformazione e la caratterizzazione acustica della Grotta di San Michele per dedurre se anche qui vi fosse un’ evocatività voluta,nonostante in questo caso lo studio si debba confrontare innanzitutto con la natura fideistica della fondazione del sito, che secondo la tradizione è edificato sul luogo di apparizione dell’Arcangelo. In secondo luogo si deve tener conto del fatto che la Grotta, chiusa nella parte sovrastante dalla volta a crociera e con le due cappelle costruite ex-novo rispetto alla cavità naturale, presenta caratteristiche molto particolari per l’aspetto acustico ed evocativo in particolare: una situazione ibrida, cioè, che rappresenta una sfida scientifica non indifferente.Inoltre grazie alle moderne tecniche di elaborazione numerica dei dati, potrebbe essere possibile ricostruire virtualmente l’originaria acustica del posto, quando tutte le sovrastrutture non erano presenti e il suono era libero di trasmettersi anche nelle grotte adiacenti (i cosiddetti “volumi acusticamente accoppiati”) o quando gli affreschi erano in buono stato (si è dimostrato, infatti, che le pareti affrescate rendono diversamente il suono prodotto). Sicuramente non sarà affatto facile dare una risposta certa sulle motivazioni della scelta della particolare grotta per il santuario garganico.

Accanto a questo filone di ricerca si innesta quello della divulgazione: tali siti rupestri,fatta eccezione sicuramente per il Santuario di San Michele, con tutta la loro sacralità e le loro caratteristiche di tipo acusmatico ( ovvero la maniera in cui il suono viene percepito ), sono purtroppo riservati a pochi. A tale mancanza si tenterà di colmare al termine degli studi con la pubblicazione di un sito web con contenuti multimediali audiovisivi. Si renderanno accessibili a tutti l’acustica che caratterizza gli ambienti rupestri studiati. Un primo esempio di “ricostruzione” può essere ascoltato in fondo a questo articolo, in cui per gentile concessione dell’ ing. Francesco Martellotta, membro del gruppo di ricerca, è possibile ascoltare proprio come risuonerebbe un antico canto bizantino nella Grotta di San Michele.

Tutto questo non toglierà la voglia di tornare a visitare la Grotta del Santo ma l’aver ascoltato questi suoni dell’antichità ispirerà senz’altro in tutti i lettori una maggiore suggestione ritornandoci.

Riproduzione audio : Canto Bizantino nella Grotta di San Michele

anton.mancini@libero.it

Lascia un commento

“Non tutto ciò che viene affrontato può essere cambiato, ma niente può essere cambiato finché non viene affrontato.” JAMES ARTHUR BALDWIN

Anonimo

StatoQuotidiano sei tu!

StatoQuotidiano, fondato nell'ottobre 2009, si basa sul principio cardine della libertà d'informazione, sancita dall'art. 21 della Costituzione.

Il giornale si impegna ad ascoltare la comunità e a fornire informazione gratuita, senza sostegno di classi politiche o sociali.

Ai lettori che ci seguono e si sentono parte di questo progetto, chiediamo un contributo simbolico, per garantire quella qualità che ci ha sempre contraddistinto!

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce, articoli, video, foto, richieste, annunci ed altro.

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.