Manfredonia

Manfredonia, sit-in Radicali: diritto a vivere e morire secondo coscienza (VD)


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Referenti associazione Di Lascia: Norberto Guerriero, Elisabetta Tomaiuolo, Maria Rosaria Lomuzio (statoquotidiano2013@)

Manfredonia – “LIBERTA’ ad ognuno di vivere e morire secondo la propria coscienza, attraverso una legge che non toglie niente a nessuno fornendo al contrario una possibilità di scelta a chi la desidera”. Eutanasia legale: raccolta firme nel pomeriggio a Manfredonia, a cura dell’associazione Radicale Mariateresa Di Lascia (presenti i referenti Maria Rosaria Lomuzio, Elisabetta Tomaiuolo, Norberto Guerriero e Antonella Soldo). Obiettivo: sostegno della proposta di iniziativa popolare per il “rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”. Già raggiunta quota 25mila firme rispetto alle 50mila necessarie, da conseguire entro il 15 settembre 2013.

“Rispetto al passato – dice a Stato Elisabetta Tomaiuolo, dell’Associazione Di Lascia – i tempi sono oggi maturi per l’accoglimento di questo progetto di legge, promosso al livello nazionale dall’associazione Luca Coscioni. I tempi sono maturi perchè sempre più Comuni in Italia adottano e hanno adottato il registro comunale dei testamenti biologici. Già 2 anni fa più di 600 cittadini di Manfredonia avevano sottoscritto una petizione che chiedeva al Sindaco e al Consiglio Comunale di approvare una delibera per l’istituzione del registro. “I moduli con le firme giacciono ancora in un cassetto dimenticato di qualche ufficio del Comune, forse per volontà politiche e voglia di non esporsi e riflettere su tematiche così delicate. In verità – continua Tomaiuolo – si tratta di temi eticamente sensibili, dando la libertà ad ognuno di decidere come vivere e morire”. Si ricorda che oggi “in Italia chi aiuta un malato terminale a morire rischia fino a 12 anni di carcere“.

“Va pertanto sottolineato – dice Tomaiuolo – che il progetto di legge prevede che ogni cittadino possa rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari e ogni tipo di trattamento di sostegno vitale, e che possa richiedere al medico trattamenti eutanasici in caso di malattia con prognosi inferiore ai 18 mesi e che produca gravi sofferenze; prevede inoltre la possibilità per ogni persona di stilare un atto scritto di dichiarazione anticipate di trattamento in caso di impossibilità di manifestare la propria volontà”. “La proposta di legge, in sostanza, prevede l’applicazione di un diritto costituzionale (art.32) costantemente violato”.

“Le motivazioni di chi è contrario al rifiuto di trattamenti sanitari o a trattamenti eutanasici, sono legate a convinzioni di tipo religiose per cui la vita è un dono di cui noi non possiamo disporre, ma lo Stato deve basarsi sul principio della laicità, che tuteli tutti i cittadini senza distinzione di credo religioso. La proposta di legge non impedisce, a chi lo voglia, di usufruire di qualsiasi terapia di sostegno vitale che la tecnica medica ha a disposizione. Eppure nonostante il nostro Paese sia a maggioranza cattolica, secondo i dati Eurispes del 2013, il 64,6% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia e il 77,3% è favorevole al testamento biologico”.

L’eutanasia in Italia è già una realtà che si muove nella clandestinità, l’istituto Mario Negri fornisce dati inquietanti: il 62% dei malati terminali muore grazie all’intervento eutanasico del medico. “La politica non può più rimandare la regolamentazione di questa realtà, nascondendosi vilmente dietro la scusa che in questo momento ci sono problemi più urgenti di cui occuparsi come la crisi economica. La tutela dei diritti fondamentali e della libertà degli esseri umani non può mai essere messa in secondo piano”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata


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Manfredonia, sit-in Radicali: diritto a vivere e morire secondo coscienza (VD) ultima modifica: 2013-05-31T23:08:58+00:00 da Redazione



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