Manfredonia
Perché proprio questa fiaba? Perché non è la storia di una “ricetta”, ma una piccola lezione di vita

In una notte buia e tempestosa un lupo si avvicina con un sasso…

Al di là dei numeri, ciò che alla fine è stato servito è stato un unico, squisito, minestrone collettivo di emozioni e conoscenze


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In una notte buia un lupo sta camminando nella neve verso un paese…. Così comincia la fiaba di tradizione orientale intitolata “Una zuppa di sasso”, che è diventata il simbolo della mostra del libro, aperta a Manfredonia dal 14 al 20 maggio, promossa dall’Associazione di volontariato ss. Redentore, in collaborazione con gli Istituti comprensivi “Croce-Mozzillo” e “San Giovanni Bosco”.

Perché proprio questa fiaba? Perché non è la storia di una “ricetta”, ma una piccola lezione di vita. La fiaba racconta dell’arrivo di un lupo in un piccolo paese e del suo desiderio di preparare “una zuppa di sasso” in casa di una gallina. Tutti gli animali che vi abitano accorrono, preoccupati per la sorte della gallina, che incuriosita, nonostante la paura, decide di aprire la porta e di accettare la sfida. E il sasso? Il sasso non serve alla cena, è solo un espediente che riuscirà a mettere insieme le figure più diverse. Però al tempo stesso tutto ruota intorno al sasso, perché senza di esso, senza la curiosità suscitata da un oggetto inusuale in mano ad un animale non certo rassicurante, non esisterebbe la narrazione di questa fiaba.

Questa è stata la mostra del libro, un espediente, un’occasione per sfatare il pregiudizio “rassegnato” degli adulti che i bambini non vogliono leggere e non amano i libri. E’ stata un’occasione per rimettere al centro i libri, tanti e diversi, per suscitare curiosità e attenzione intorno alla lettura.

Intorno al camino simbolico dell’allestimento della mostra, i bambini hanno riso, e si sono rilassati, si sono incuriositi, hanno cercato e letto il proprio libro. Sembravano aver abbandonato tutte le riserve nei confronti dei libri, perché i libri che “sanno di buono” sanno come parlare ai bambini, hanno un linguaggio che sa far dialogare la narrazione con elementi estetici ed emotivi. Non danno regole, né esprimono principi e direttive o una morale, raccontano storie in cui il bambino si identifica e riconosce i propri moti interiori e trova risposte. Tutti se ne sono andati contenti per aver vissuto un’esperienza straordinaria, divertente, bellissima… Cosi l’hanno definita quando hanno lasciato le loro impressioni.

Sono venuti in tanti, 55 classi delle scuole primarie e dell’infanzia, numeroso il flusso del pubblico la sera e tanti i bambini sono tornati autonomamente per continuare la lettura o rileggere il libro della mattina.

Ci sono state tre serate di letture notturne in cui i bambini hanno vissuto ed esplorato la magia del buio e del silenzio attraverso storie che parlano della notte e hanno raccontato… e ognuno ha avuto il coraggio di ammettere davanti agli altri le proprie paure, del buio o semplicemente di un ragno.

Al di là dei numeri, ciò che alla fine è stato servito è stato un unico, squisito, minestrone collettivo di emozioni e conoscenze. L’arricchimento della zuppa, con gli ingredienti che ogni animale accorso in casa della gallina porta, è un po’ la metafora della nostra vita. Contano le persone che incontriamo e le occasioni che ci vengono offerte e che riusciamo a cogliere e che, come questa, ci donano la magia di una gioia semplice, di un’esperienza che, quando è vissuta con gli altri, porta al superamento delle proprie resistenze e dei propri pregiudizi.

Tata Notarangelo

fonte www.futuriparalleli.it

In una notte buia e tempestosa un lupo si avvicina con un sasso… ultima modifica: 2018-05-31T10:00:40+00:00 da Redazione



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