Il cane, introdotto senza controlli di frontiera durante un viaggio in camper, ha manifestato i sintomi della malattia ed è stato soppresso. Vaccinate circa 30 persone entrate in contatto con l’animale
Un cucciolo di cane portato dal Marocco in Italia durante una vacanza si è rivelato affetto da rabbia, facendo scattare un’imponente operazione sanitaria nel Nord-Est del Paese. Il caso, riportato da Leggo.it, rappresenta il primo episodio accertato nell’area dopo oltre quindici anni.
L’animale, ricevuto in regalo da un familiare durante un soggiorno in Marocco e successivamente introdotto in Italia senza i necessari controlli sanitari di frontiera, ha iniziato a manifestare i tipici sintomi della malattia nelle settimane successive al rientro. Il cucciolo è diventato aggressivo, ha smesso di alimentarsi e avrebbe anche morso la proprietaria.
Di fronte al peggioramento delle condizioni cliniche, il cane è stato soppresso. Gli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), in collaborazione con l’Ulss 2 Marca Trevigiana, hanno confermato la presenza del virus della rabbia, una malattia ancora diffusa in diversi Paesi del Nord Africa, compreso il Marocco.
Nessun allarme per la popolazione
Gli esperti hanno comunque invitato alla calma, sottolineando che non esiste un’emergenza sanitaria per la popolazione.
Paola De Benedictis, responsabile del Centro di referenza nazionale per la rabbia dell’IZSVe, ha spiegato che il virus non si trasmette da persona a persona e che il contagio può avvenire esclusivamente attraverso il morso di un animale infetto o mediante un contatto diretto e profondo con la saliva.
Per precauzione, circa trenta persone che erano entrate in contatto con il cucciolo, tra familiari e personale veterinario, sono state sottoposte a vaccinazione preventiva.
Vaccinati 4.400 cani e 900 gatti
Particolarmente rilevanti le misure adottate per gli animali potenzialmente esposti al contagio.
Le autorità sanitarie hanno disposto l’isolamento di sei cani che avevano avuto contatti diretti con il cucciolo infetto e avviato una campagna straordinaria di vaccinazione che coinvolge tutti i 4.400 cani registrati con microchip nel Comune di Vittorio Veneto, oltre a circa 900 gatti presenti sul territorio.
Le attività di monitoraggio proseguiranno nei prossimi mesi. Gli esperti precisano che saranno necessari almeno sei mesi di osservazione per escludere definitivamente eventuali ulteriori casi di contagio.
L’allarme degli esperti sulle importazioni illegali
L’episodio ha riportato l’attenzione sul fenomeno dell’importazione irregolare di animali provenienti dall’estero.
La direttrice dell’IZSVe, Antonia Ricci, ha evidenziato come il mancato rispetto delle procedure sanitarie rappresenti un rischio concreto per la salute pubblica e animale.
Le normative che regolano l’ingresso degli animali nei Paesi dell’Unione Europea prevedono infatti vaccinazioni obbligatorie, controlli veterinari e documentazione sanitaria specifica proprio per evitare la diffusione di malattie infettive come la rabbia, eradicata in Italia da anni ma ancora presente in numerose aree del mondo.
L’episodio di Vittorio Veneto dimostra come anche un singolo caso possa richiedere interventi sanitari estesi e costosi, coinvolgendo migliaia di animali e decine di persone. Lo riporta leggo.it



