Manfredonia

Amati su dati Goletta Verde: no balneazione dove no depuratori


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L'assessore regionale Fabiano Amati (archivio)

Bari – “L’ANALISI dei dati di Legambiente ci dà la possibilità di verificare che i valori riscontrati nelle acque di balneazione superano i limiti imposti dalla legge proprio in corrispondenza di quei punti in cui il sistema di depurazione è ancora inesistente, così come peraltro attestato dal procedimento di infrazione recentemente concluso dalla Corte di Giustizia Europea”. Lo ha detto questa mattina a Bari l’assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati durante la conferenza stampa di presentazione di Goletta Verde, durante la quale sono stati illustrati i risultati del monitoraggio sullo stato di salute del mare in Puglia.

“Il fatto che alcuni dei punti esaminati – ha detto Amati – risultino inquinati proprio in luoghi dove cerchiamo ormai da tempo di mettere in funzione gli impianti di depurazione e costruire la rete fognaria, nella prospettiva della Regione Puglia significa che dobbiamo ancor di più impegnarci per raggiungere l’obiettivo e per potenziare il sistema di controllo sulle acque trattate. Il monitoraggio di Legambiente è avvenuto anche in quelle zone dove ci sono gli scarichi dei depuratori, dove cioè è vietato fare il bagno, e che per questo restituiscono qualità delle acque non compatibili con la balneazione ed allo stesso tempo generalmente coerenti con i limiti previsti in materia di trattamento dei reflui. Tale conformità normativa, tuttavia, non ci deve fare mollare la prese sulle politiche fondate sul riuso, che ci permetterebbero di recuperare alla balneabilità anche quelle aree in cui questa è vietata a causa degli scarichi, in una regione come la Puglia che non avendo fiumi che fungono da lavatrici naturali non può che individuare nel mare il recapito finale”.

“È questo il motivo per cui avverto l’esigenza di promuovere un’azione continuativa di monitoraggio delle acque trattate, a prescindere dalla prospettiva della balneazione, allo scopo di individuare gli ancora numerosi responsabili di quelle cattive abitudini legate agli scarichi anomali, che molto spesso inviano in disfunzione i depuratori in esercizio. Sarebbe utile inoltre – ha concluso – propagandare i risultati dello studio di Legambiente, per rendere plastico a tutti che l’apertura dei depuratori è molto somigliante all’apertura degli ospedali, e che eventuali ostacoli hanno le caratteristiche implicite della rinuncia ad un presidio di salute.”


Redazione Stato

Amati su dati Goletta Verde: no balneazione dove no depuratori ultima modifica: 2012-07-31T17:29:57+00:00 da Redazione



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