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CONTE CALCIO Antonio Conte compie 57 anni: “Chi vince scrive”

Antonio Conte festeggia oggi il suo 57° compleanno, dopo un'altra stagione vissuta da protagonista in panchina

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
31 Luglio 2026
Il profilo // Sport //

Antonio Conte festeggia oggi il suo 57° compleanno, dopo un’altra stagione vissuta da protagonista in panchina. Considerato uno degli allenatori più vincenti del calcio italiano, il tecnico salentino ha costruito una carriera costellata di successi sia da calciatore che da allenatore, diventando un punto di riferimento per la sua mentalità vincente e per la cura maniacale dei dettagli.

Nato a Lecce il 31 luglio 1969, Conte cresce calcisticamente nelle giovanili della squadra della sua città, con cui debutta in Serie A a soli 16 anni. Nel 1991 passa alla Juventus, club nel quale rimarrà per tredici stagioni, indossando anche la fascia di capitano. In maglia bianconera conquista cinque scudetti, una Champions League, una Coppa UEFA, una Coppa Intercontinentale e numerosi altri trofei, entrando nella storia della società torinese.

Tra le frasi che più hanno contribuito a definirne il carattere c’è quella pronunciata nel 2012: “Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia”, un pensiero diventato il simbolo della sua filosofia sportiva.

Con la Nazionale italiana colleziona 20 presenze e due reti, partecipando ai Mondiali del 1994 e agli Europei del 2000, entrambe competizioni concluse con un secondo posto. Dal 2014 al 2016 guida poi gli Azzurri da commissario tecnico, conducendoli fino ai quarti di finale degli Europei del 2016.

“Penso che sia molto importante indossare il nostro colore, è la cosa più bella, e sarà molto bello anche per i nostri giocatori vedere i nostri tifosi colorati d’azzurro. È giusto essere orgogliosi: l’azzurro è un colore bellissimo e di potenza”, dichiarò in occasione degli Europei.

Conclusa la carriera da calciatore, Conte si afferma rapidamente anche in panchina. Dopo le esperienze con Arezzo, Bari, Atalanta e Siena, torna alla Juventus nel 2011 inaugurando un ciclo vincente con tre scudetti consecutivi, il primo conquistato senza sconfitte. Successivamente conquista la Premier League e la FA Cup con il Chelsea, riporta lo scudetto all’Inter nel 2021 dopo undici anni di attesa e aggiunge un altro titolo nazionale alla sua bacheca anche con il Napoli.

Tra le sue massime più celebri figura anche: “Per vincere ci vuole testa, cuore e gambe. Non in quest’ordine preciso.”

Fuori dal campo, Conte ha sempre mantenuto grande riservatezza sulla propria vita privata. È sposato con Elisabetta Muscarello, conosciuta quando era appena arrivato alla Juventus, e dalla loro unione è nata la figlia Vittoria. Le nozze sono state celebrate nel 2013 a Torino.

“Siamo una famiglia senza dubbio agiata, il lavoro ci ha permesso una condizione da benestanti ma conosciamo il valore dei soldi. Le cose si ottengono con la fatica, l’impegno. Il sacrificio, le rinunce”, ha raccontato in un’intervista, spiegando di aver trasmesso gli stessi valori anche alla figlia. “Vittoria sa chi siamo, come ci comportiamo, ha i nostri stessi principi.”

Nel febbraio 2023, durante l’esperienza sulla panchina del Tottenham, l’allenatore è stato costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione della cistifellea. Dopo l’operazione aveva rassicurato i tifosi con un messaggio sui social: “Grazie per tutti i messaggi affettuosi, il mio intervento è andato bene e mi sento già meglio. Ora è il momento di recuperare, non vedo l’ora di tornare in campo con la squadra.”

Nonostante i grandi successi ottenuti lontano dalla Puglia, Antonio Conte non ha mai nascosto il forte legame con Lecce, città dove vivono ancora i suoi genitori e nella quale possiede un’abitazione. Un rapporto, però, spesso discusso da una parte della tifoseria giallorossa, che non gli ha perdonato alcune esultanze contro la squadra salentina, sia con la Juventus sia durante l’esperienza da allenatore del Bari. Una relazione intensa, fatta di affetto, polemiche e appartenenza, che continua ancora oggi a far discutere.

Lo riporta leggo.it.

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