Terminato il beneficio temporaneo legato alla riduzione delle accise, i prezzi del gasolio tornano ad aumentare in tutta Italia. A rilevarlo è il Codacons, che monitora quotidianamente l’andamento dei listini dei carburanti e gli effetti sui consumatori.
Secondo i dati regionali diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del diesel si attesta oggi a 2,080 euro al litro, con un incremento di 1,4 centesimi rispetto ai valori registrati ieri.
Lo sconto fiscale introdotto dal Governo sulle accise risulta quindi ridimensionato: rispetto alla riduzione iniziale di 17 centesimi al litro, mai completamente trasferita sui prezzi alla pompa, il vantaggio effettivo per gli automobilisti scende a circa 10,5 centesimi di euro. Per un pieno di carburante, questo significa una spesa superiore di circa 3,3 euro rispetto al massimo risparmio previsto dal taglio delle accise.
La situazione appare ancora più penalizzante sulle autostrade. Qui il prezzo medio del gasolio raggiunge 2,175 euro al litro, con un risparmio rispetto al 27 luglio, giorno precedente all’introduzione dello sconto fiscale, ridotto a soli 8 centesimi di euro.
A livello regionale, il calo dei prezzi rispetto al 27 luglio risulta più contenuto in Molise, dove la riduzione è pari a 8,8 centesimi al litro. Seguono Puglia (-9,2 centesimi), Campania e Calabria (-9,3 centesimi).
Le regioni che hanno registrato invece gli effetti più favorevoli sono Friuli Venezia Giulia (-11,6 centesimi), Veneto (-11,3 centesimi), Sardegna e Lombardia (-11,1 centesimi).
Il Codacons evidenzia quindi come il beneficio dello sconto sulle accise si sia progressivamente ridotto, con un impatto sempre più limitato sul costo finale sostenuto dagli automobilisti.



