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REGIONE PUGLIA Raccolta della plastica sospesa in alcuni Comuni pugliesi, Salzedo: “Regione, Ager e Corepla intervengano subito”

La saturazione degli impianti di selezione e trattamento degli imballaggi in plastica sta causando le prime sospensioni della raccolta differenziata in Puglia

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
31 Luglio 2026
Ambiente // Politica //

La saturazione degli impianti di selezione e trattamento degli imballaggi in plastica sta causando le prime sospensioni della raccolta differenziata in Puglia, con il rischio che il disservizio possa estendersi ad altri territori nei prossimi giorni. A lanciare l’allarme è Legambiente Puglia, che chiede un intervento immediato di Regione Puglia, Ager e Corepla per fronteggiare l’emergenza.

Tra i casi già registrati figura Brindisi, dove un’ordinanza contingibile e urgente del 30 luglio 2026 ha disposto la sospensione della raccolta degli imballaggi in plastica fino al 3 agosto, salvo eventuali proroghe, dopo che l’impianto di destinazione ha comunicato il raggiungimento della capacità massima di stoccaggio.

Analoga situazione a Galatina, dove la raccolta è stata interrotta con l’ordinanza sindacale n. 67 del 29 luglio e resterà sospesa fino a nuova disposizione a causa dei mancati ritiri del materiale accumulato.

Anche Ostuni ha informato i cittadini della possibilità di rallentamenti e modifiche del servizio, in seguito a una comunicazione di Ager Puglia relativa alla grave saturazione degli impianti regionali. Al momento, tuttavia, non è stata adottata alcuna ordinanza di sospensione. Già nei giorni scorsi anche il Comune di Sternatia aveva segnalato possibili criticità legate ai mancati conferimenti.

Secondo Legambiente, non si tratta di episodi isolati, ma di una crisi che interessa l’intera filiera regionale del riciclo. L’associazione sottolinea come la crescita della raccolta differenziata non sia stata accompagnata da un adeguato potenziamento degli impianti di selezione, riciclo e recupero.

I dati evidenziano infatti un costante aumento dei quantitativi raccolti. Secondo il Catasto nazionale dei rifiuti di ISPRA, la plastica intercettata dalla raccolta differenziata in Puglia è passata da 98.031 tonnellate nel 2020 a 106.735 tonnellate nel 2024, con un incremento di circa l’8,9%. Anche Corepla registra una crescita significativa: nel 2025 sono state raccolte 102.038 tonnellate di imballaggi in plastica, pari a un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, mentre nell’ultimo decennio la raccolta regionale è cresciuta complessivamente del 122%.

Per Legambiente, questi numeri avrebbero dovuto portare a una pianificazione più efficace della capacità impiantistica. Gli impianti, infatti, continuano a ricevere materiale ma non riescono a smaltire rapidamente le plastiche selezionate, che vengono ritirate con ritardi o non trovano adeguati sbocchi nel mercato del riciclo.

“È inaccettabile che i cittadini che separano correttamente i rifiuti si ritrovino improvvisamente senza un servizio pubblico e senza informazioni chiare sui tempi di ripristino”, dichiara la presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salzedo. “Regione Puglia, AGER e Corepla devono convocare immediatamente un tavolo operativo con i Comuni, i gestori e gli impianti, individuando soluzioni alternative per il conferimento e il recupero del materiale. L’emergenza non può essere scaricata sui cittadini, sulle amministrazioni comunali e sui lavoratori dei servizi di igiene urbana.”

L’associazione evidenzia inoltre il rischio che questa situazione possa compromettere la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata.

“Quando una persona differenzia con attenzione e poi scopre che la plastica non viene ritirata, può sentirsi tradita e convincersi che il proprio impegno sia inutile”, prosegue Salzedo. “Non possiamo permettere che una crisi impiantistica comprometta la fiducia costruita con anni di campagne di sensibilizzazione e con l’impegno quotidiano delle famiglie. La raccolta differenziata si fonda sulla partecipazione dei cittadini, ma questa partecipazione deve essere accompagnata da un sistema industriale e istituzionale capace di funzionare.”

Legambiente chiede inoltre maggiore trasparenza sulla gestione dell’emergenza, sollecitando Ager a rendere pubblici l’elenco degli impianti saturi, le quantità di materiale accumulate, i Comuni coinvolti, la capacità residua delle strutture, le soluzioni individuate per garantire la continuità del servizio e la destinazione degli imballaggi metallici raccolti insieme alla plastica.

L’associazione invita anche Corepla a chiarire tempi e modalità del ritiro dei materiali e a valutare l’utilizzo temporaneo di piattaforme alternative, ribadendo che, oltre alla gestione dell’emergenza, serve una strategia strutturale per rafforzare gli impianti di riciclo, sostenere il mercato delle materie prime seconde e incentivare l’impiego della plastica riciclata nei processi produttivi.

“Non è accettabile celebrare l’aumento della raccolta differenziata e poi farsi trovare impreparati quando i quantitativi raccolti crescono”, conclude Salzedo. “I dati degli ultimi anni erano noti e indicavano chiaramente la necessità di rafforzare l’intera filiera. Servono una programmazione regionale degli impianti, un piano nazionale per sostenere il mercato delle materie prime seconde e misure che rendano realmente conveniente l’utilizzo di plastica riciclata rispetto alla materia vergine.”

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