La Ciambotta di Manfredonia, in dialetto a ciambòtte, non è semplicemente una zuppa di pesce. È uno dei piatti più rappresentativi della tradizione marinara sipontina, una ricetta nata sulle barche e nelle case dei pescatori, dove nulla del pescato andava sprecato e il mare dettava i ritmi della cucina.
Profumata di pomodoro fresco, aglio, prezzemolo e olio extravergine d’oliva, la ciambotta racchiude tutto il gusto del Golfo di Manfredonia, valorizzando il pescato locale con una preparazione semplice, veloce e profondamente legata alla cultura gastronomica del territorio.
La storia della ciambotta affonda le radici nella marineria di Manfredonia. Al rientro dalla pesca, i marinai mettevano insieme il cosiddetto “pesce da zuppa”, ovvero le specie meno pregiate dal punto di vista commerciale ma ricchissime di sapore. Scorfani, gallinelle, triglie, piccoli gronghi, teste di pesce, seppie, cicale di mare (pannocchie), cozze e vongole diventavano gli ingredienti di una zuppa sostanziosa, preparata direttamente nelle abitazioni o, un tempo, persino sulle imbarcazioni.
La forza della ciambotta non sta nella ricercatezza degli ingredienti, ma nella loro freschezza. Ogni famiglia conserva piccole varianti tramandate di generazione in generazione, ma il principio resta immutato: il mare deve essere il vero protagonista del piatto.
La ricetta cambia in base al pescato della giornata, ma alcuni ingredienti sono considerati imprescindibili.
Tra i pesci più utilizzati troviamo: scorfano; gallinella; triglia; testa di pesce per dare sapore al brodo.
A questi si aggiungono molluschi e crostacei come: cozze;
vongole; seppioline; cicale di mare (pannocchie).
È proprio il mix di specie diverse a creare quel brodo intenso e profumato che rende unica la ciambotta.
Gli ingredienti
Per 4-6 persone occorrono:
- 1 kg di pesce misto da zuppa (scorfani, gallinelle, triglie, teste di pesce); cozze e vongole; seppioline;
- cicale di mare (pannocchie); 300-400 grammi di pomodorini ciliegino o pomodori rossi maturi; 1 spicchio d’aglio;
- mezza cipolla; olio extravergine d’oliva; mezzo bicchiere di vino bianco (facoltativo); prezzemolo fresco;
- qualche foglia di basilico; sale e pepe oppure peperoncino, secondo il gusto; pane raffermo di Manfredonia o pane casereccio tostato.
La preparazione è relativamente semplice, ma richiede attenzione ai tempi di cottura per preservare consistenza e sapore del pesce.
In una casseruola capiente si fa soffriggere delicatamente l’aglio schiacciato e la cipolla tritata con abbondante olio extravergine d’oliva. Si aggiungono quindi i pomodorini tagliati a metà, lasciandoli appassire fino a ottenere un sughetto profumato.
Chi lo desidera può sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco.
A questo punto si uniscono i pesci più consistenti, come scorfani e gallinelle, lasciandoli cuocere per alcuni minuti. Successivamente entrano in pentola triglie, seppie e gli altri pesci più delicati. Solo nella fase finale vengono aggiunti cozze, vongole e cicale di mare, che necessitano di pochi minuti di cottura. Il coperchio favorisce l’apertura naturale dei molluschi e permette ai loro succhi di amalgamarsi al brodo.
La cottura complessiva non deve essere troppo lunga: circa 20-25 minuti sono sufficienti per ottenere una zuppa ricca ma con il pesce ancora integro. Prima di servire si completa con abbondante prezzemolo tritato, qualche foglia di basilico e un filo di olio extravergine a crudo.
A Manfredonia la ciambotta non si mangia mai senza pane. Tradizione vuole che venga servita con pane raffermo locale, capace di assorbire il brodo senza disfarsi, oppure con fette di pane casereccio leggermente tostate e strofinate con aglio.
Per molti è proprio il pane, immerso nel sugo ricco di pesce e pomodoro, il momento più atteso del pasto.
La Ciambotta di Manfredonia rappresenta una delle espressioni più autentiche della cucina del Gargano e della Puglia marinara. È un piatto che racconta la storia della pesca nel Golfo, il rispetto per il mare e la capacità della tradizione popolare di trasformare ingredienti semplici in una preparazione straordinaria.




A ciambotta nostr, jóve chi munelècchjie, maccarùne, zanghettell, landrose, rangech muddisch (i patosch) e plóse. Ovvero tutto ciò che era scarto della sciabica che si svolgeva, ogni mattina, sulla spiaggia castello.
E li piscetill, nn g mangiavene. C zucavene
Tutto per promuovere Ciambó. E poi ogni paese di mare ha la sua ciambotta.