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LAF PITTA TUTOLO Tribunale sul Gargano, la LAF replica a Pitta e Tutolo: “Non è campanilismo, ma una battaglia di civiltà”

Il presidente della LAF, avv. Giovanni Vetritto, afferma di accogliere «con un certo stupore» la replica proveniente da Lucera

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
31 Luglio 2026
cronaca // Foggia //

SAN NICANDRO GARGANICO (FOGGIA) – «Non è una sfida tra territori, ma una richiesta di giustizia e di servizi per un’area che continua a essere penalizzata». È il messaggio lanciato dalla Libera Associazione Forense (LAF) di San Nicandro Garganico, che interviene nel dibattito sulla possibile riapertura di un secondo Tribunale in provincia di Foggia, rispondendo alle recenti dichiarazioni del sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, e del consigliere regionale Antonio Tutolo.

Il presidente della LAF, avv. Giovanni Vetritto, afferma di accogliere «con un certo stupore» la replica proveniente da Lucera, precisando che l’associazione è pienamente consapevole delle prerogative del disegno di legge attualmente in discussione, ma che ciò non impedirà di continuare a sostenere «una giusta causa», finalizzata al riconoscimento dei diritti di un territorio che, secondo la LAF, continua a essere escluso da servizi essenziali.

Il richiamo alla storia

Nel comunicato viene ricordato come già nel 1988, durante il dibattito sulla riforma giudiziaria che vide contrapposti San Nicandro Garganico e Lucera per l’istituzione del Tribunale dopo la soppressione del sistema delle Preture, il Gargano avesse tentato di far valere le proprie ragioni. Un’iniziativa che, ricorda Vetritto, non riuscì a raggiungere il Ministero della Giustizia a causa di un tragico incidente avvenuto a Roma.

«Oggi come allora – sottolinea il presidente della LAF – non resteremo inermi. Continueremo a sostenere una battaglia che non ha nulla di campanilistico, ma rappresenta una questione di civiltà e di servizio alla comunità».

“Il Gargano ha bisogno di servizi”

Secondo la Libera Associazione Forense, il Gargano necessita di un rafforzamento delle istituzioni e dei servizi pubblici per poter invertire una condizione di marginalità.

«Reclamare un presidio giudiziario in un territorio riconosciuto come “di mafia”, come attestato nelle relazioni semestrali del Ministero dell’Interno, non è un vezzo – si legge nella nota – ma risponde a un’esigenza concreta che non può più essere ignorata».

“Non saremo i numeri di Lucera”

Uno dei passaggi più significativi riguarda il rapporto con il Tribunale di Lucera. La LAF ribadisce che, qualora il territorio garganico dovesse essere chiamato a contribuire soltanto ai numeri necessari per mantenere il presidio lucerino, preferirebbe continuare a fare riferimento al Tribunale di Foggia.

«Foggia – evidenzia Vetritto – è equidistante, meglio collegata e più facilmente raggiungibile sia dagli operatori del diritto sia dai cittadini».

L’associazione ricorda inoltre che il Consiglio comunale di San Nicandro Garganico, durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Ciavarella, deliberò formalmente la volontà di non appartenere più al circondario giudiziario di Lucera, ritenendo più funzionale il collegamento con Foggia.

La proposta: Tribunale e Corte d’Appello

La richiesta della LAF va però oltre la semplice riapertura del Tribunale. L’associazione auspica infatti il potenziamento dei presìdi di giustizia e delle forze dell’ordine sul territorio, fino ad arrivare alla proposta di istituire una Corte d’Appello, anche in forma distaccata.

Secondo Vetritto, solo attraverso un rafforzamento della presenza dello Stato sarà possibile garantire sicurezza, sviluppo e servizi a un territorio che comprende porti, colline, commissariati, tenenze e numerosi comuni spesso penalizzati dalla distanza dai principali centri amministrativi.

“La politica dia risposte concrete”

Nella parte conclusiva del comunicato la LAF invita la politica a compiere scelte orientate esclusivamente all’interesse collettivo.

L’associazione richiama anche il recente dibattito sui finanziamenti destinati alla futura Cittadella della Giustizia di Foggia, osservando che investimenti di tale portata e gli stessi interventi sulla sicurezza avrebbero scarso significato se non accompagnati da una riorganizzazione complessiva della giustizia sul territorio.

«Il Gargano torna a reclamare i propri diritti e non arretrerà», conclude Vetritto, chiedendo decisioni condivise, concrete e realmente utili alla collettività, «oppressa e in cerca di risposte che tardano ad arrivare».

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