Il Piano urbanistico generale rappresenta per Foggia un’occasione decisiva: non soltanto per ridisegnare la città sulla carta, ma per renderla concretamente più equa, sicura, inclusiva e accessibile. Per raggiungere questo obiettivo, secondo LIA APS, la pianificazione dovrà tenere conto anche dello sguardo e delle esperienze quotidiane delle donne.
L’associazione chiede che il percorso di elaborazione e approvazione del PUG integri l’urbanistica di genere: un metodo di analisi che osserva la città da una prospettiva plurale, utilizzando dati statistici disaggregati e studiando il diverso modo in cui gli spazi urbani vengono vissuti da donne, uomini, minori, anziani, persone con disabilità e appartenenti alle minoranze.
La difficoltà nel reperire dati dettagliati sulle differenti esperienze della popolazione, sottolinea LIA APS, è già indicativa di quanto questa prospettiva sia stata finora poco considerata. Eppure, conoscere chi utilizza gli spazi, in quali orari, con quali esigenze e con quali ostacoli è indispensabile per progettare servizi pubblici, trasporti, illuminazione, percorsi pedonali e luoghi di aggregazione realmente adatti a tutti.
La richiesta dell’associazione è che il PUG non si limiti alle dichiarazioni contenute nelle linee di indirizzo, ma traduca la prospettiva di genere in scelte verificabili. La città, infatti, non è uno spazio neutrale: viene percepita e attraversata in modi differenti a seconda dell’età, delle condizioni personali, delle responsabilità familiari e della possibilità di muoversi autonomamente e in sicurezza.
«La città vissuta è diversa dalla città rappresentata negli strumenti urbanistici», evidenzia LIA APS. Per questo motivo, nel processo di pianificazione occorre partire dai tessuti sociali e relazionali, riconoscendo la pluralità delle esperienze che attraversano i quartieri.
Secondo l’associazione, Foggia sarebbe stata a lungo progettata sulla base di esigenze e modelli prevalentemente maschili. Il nuovo PUG può quindi rappresentare l’occasione per far emergere bisogni rimasti ai margini e per ripensare anche gli spazi già costruiti.
Più partecipazione e investimenti nelle persone
Per LIA APS, il momento di intervenire è adesso. La costruzione del Piano dovrebbe avvenire attraverso luoghi autentici di confronto, capaci di coinvolgere chi vive quotidianamente i quartieri e conosce direttamente problemi, risorse e potenzialità del territorio.
L’obiettivo è superare i processi di partecipazione puramente formali e i modelli decisionali centralizzati, favorendo un dialogo continuo tra cittadini, associazioni, tecnici e istituzioni. La rigenerazione urbana, sostiene l’associazione, non può essere ridotta agli interventi edilizi: deve investire prima di tutto sulle persone, sulle relazioni e sulla qualità della vita.
Accogliere nuove prospettive richiede coraggio e disponibilità al confronto, ma è una condizione essenziale per costruire una città che appartenga davvero a tutti.
Tra le proposte avanzate figura l’istituzione di un Gender City Manager, una figura incaricata di analizzare le politiche pubbliche e valutarne preventivamente gli effetti sulle diverse componenti della popolazione.
«Auspichiamo che la città si doti di un Gender City Manager, capace di esaminare criticamente le politiche pubbliche attraverso la valutazione dell’impatto di genere degli atti di pianificazione e programmazione», afferma la presidente di LIA APS, Daniela Eronia.
L’associazione richiama inoltre il percorso intrapreso dalla Regione Puglia, ritenendo che seguirne l’esempio possa rappresentare una buona pratica anche per l’amministrazione comunale di Foggia.
Per promuovere un confronto pubblico sul valore sociale dell’urbanistica di genere, LIA APS ha infine realizzato una campagna di comunicazione sui social network. Attraverso dieci punti, l’iniziativa spiega che questo approccio non riguarda soltanto le donne, ma propone una lettura della città fondata sulla pluralità delle identità, delle età, dei ruoli e delle condizioni personali.
“L’urbanistica di genere, conclude l’associazione, è un investimento sul futuro: un cambiamento culturale necessario per trasformare Foggia in una città più umana, intelligente e vicina ai bisogni reali di chi la abita”, concludono i referenti di LIA APS.



