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GIUSEPPE SALDUTTO Lettera aperta a monsignor Franco Moscone «Ascoltare le vittime e valutare la rimozione dei mosaici di Rupnik»

"In diverse occasioni ho chiesto ai Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo di valutare la rimozione dei mosaici realizzati da Marko Ivan Rupnik"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
31 Agosto 2026
Gargano // Manfredonia //

Riceviamo e pubblichiamo, lettera aperta a firma del giornalista Giuseppe Saldutto.

San Giovanni Rotondo (Foggia), 31 agosto 2026. “Reverendo monsignor Franco Moscone,

mi rivolgo a Lei, in qualità di arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, per sottoporLe una questione che considero dolorosa e importante per la comunità ecclesiale.

In diverse occasioni ho chiesto ai Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo di valutare la rimozione dei mosaici realizzati da Marko Ivan Rupnik presenti nella chiesa progettata da Renzo Piano. La mia richiesta nasce dal profondo turbamento suscitato dalle gravi accuse emerse nei confronti dell’artista ed ex gesuita, sulle quali spetta agli organismi competenti fare piena luce nel rispetto delle persone coinvolte e delle garanzie previste dall’ordinamento.

Il quotidiano Avvenire, nell’edizione del 28 agosto 2026, ha riferito degli interventi avviati a Lourdes sulle opere attribuite a Rupnik. La vicenda riapre una domanda delicata: è opportuno continuare a esporre in importanti luoghi di culto opere che, per molte persone e soprattutto per coloro che si dichiarano vittime, possono essere fonte di ulteriore sofferenza?

Il vescovo francese Jean-Marc Micas ha richiamato la necessità di ascoltare le vittime. Ritengo che questo principio debba orientare anche la riflessione della nostra Chiesa locale. Non si tratta di anticipare giudizi sulle responsabilità personali, né di cancellare il valore artistico delle opere, ma di interrogarsi sul significato che esse assumono oggi all’interno di uno spazio sacro.

Per questa ragione Le chiedo di promuovere un confronto trasparente con i Frati Cappuccini, con le autorità ecclesiastiche competenti e con la comunità, valutando concretamente la rimozione, la copertura o una diversa collocazione dei mosaici. Sarebbe un gesto di attenzione verso chi ha raccontato esperienze di sofferenza e un segnale della volontà della Chiesa di mettere l’ascolto e la tutela delle persone al primo posto.

Monsignore, Le chiedo di aiutarci a coltivare il sogno di una Chiesa capace di accogliere, ascoltare e agire con coraggio. Confido che questa richiesta possa essere esaminata con la sensibilità pastorale e la prudenza che una vicenda tanto complessa richiede.

Con rispetto, Giuseppe Saldutto”.

2 commenti su "Lettera aperta a monsignor Franco Moscone «Ascoltare le vittime e valutare la rimozione dei mosaici di Rupnik»"

  1. La prima volta che vidi tutta quella opulenza in oro, pur non sapendo nulla “dell’artista” rimasi sconvolto ripensai alla regola francescana di sorella povertà. Oggi apprendendo la storia “dell’artista” aggiungo un’altra nedaglia di legno all’opulenza francescana, pensando alla fame nel mondo di tanti bambini ed alla relativa e martellante pubblicità di garantire un pasto terapeutico giornaliero con pochi euro.
    Per fortuna che le opere francescane si distinguono anche per altri interventi caritatevoli… più umani e rivolti ai bisognosi.

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