Una nuova vita, un lavoro appena trovato e tanti progetti per il futuro. Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta uccisa nella sparatoria avvenuta in Svizzera durante la notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto, aveva soltanto 22 anni e ne avrebbe compiuti 23 a ottobre.
Originaria di Atri, in provincia di Teramo, viveva con la famiglia a Città Sant’Angelo, nel Pescarese. Dopo essersi diplomata all’istituto alberghiero “Adone Zoli” di Silvi, aveva deciso di trasferirsi all’estero per cercare nuove opportunità professionali. Era arrivata in Svizzera circa un mese prima della tragedia e aveva appena iniziato a lavorare come cameriera.
Maria amava profondamente la musica techno. Anche quando viveva in Abruzzo frequentava spesso, insieme agli amici, i locali e i club della provincia di Pescara.
La notte della tragedia si trovava a un rave con alcuni amici. Stava ballando quando è scoppiata la sparatoria che ha spezzato la sua giovane vita.
Sul corpo portava un tatuaggio con la scritta “Buena suerte”, “buona fortuna” in spagnolo: due parole che sembravano racchiudere il suo desiderio di guardare avanti e costruire il proprio futuro.
La notizia della morte della ventiduenne ha profondamente colpito le comunità di Atri e Città Sant’Angelo. Alla famiglia sono giunti messaggi di vicinanza da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei principali rappresentanti delle istituzioni abruzzesi.
Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso il proprio cordoglio sottolineando la partecipazione della Regione al dolore dei familiari e degli amici. Marsilio ha rivolto un pensiero anche alle altre persone rimaste ferite, auspicando che le autorità svizzere riescano a chiarire quanto accaduto e a individuare i responsabili. Lo riporta Tgcom24.



