Foggia – “L’AGRICOLTURA meridionale sta morendo sepolta dai debiti, colpita da losche speculazioni con importazioni selvagge, soffocata da prezzi di fame per i produttori di grano, uva, olive e ortaggi e prezzi sempre più cari per i consumatori”. E infine “dimenticata dal Governo che nella finanziaria non prevede nessun intervento per l’agricoltura” oltre ad essere stata “tascurata dalla Regione Puglia che ha ritardato l’emanazione dei PSR e non emana alcun intervento di sostegno neanche per le calamità”. Ce ne sono di motivi, per la Copagri, Confederazione produttori agricoli, con Cia e Centri di Azione Rurale (Ugl ), per scendere in piazza il prossimo martedì 3 novembre, al fine di “rivendicare il ruolo primario dell’agricoltura nell’economia meridionale”.
Richieste delle associazioni: moratoria delle passività con sospensione delle debitorie e concessione dei mutui decennali a tasso zero con garanzia Ismea; premio de minimisper il crollo dei prezzi dei prodotti; contributi previdenziali ridotti alla media europea; riduzione delle accise su carburanti agricoli; finanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale; declaratoria dello stato di calamità. Queste le rivendicazioni dell’Agricoltura al Governo, alla Regione Puglia e all’Unione Europea per le quali decretiamo lo stato di agitazione permanente degli Agricoltori fino a quando non saranno accolte”.