Manfredonia

Manfredonia, Riviera Sud: contro il depauperamento del ‘valore turismo’


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rivierasudManfredonia – INNANZITUTTO il simbolo:  “espressione diretta” della lista civica Riviera Sud. Una lista “non comune”: nel senso di una carenza del voto cosiddetto d’opinione; un sistema di scelta, ed elezione, di un proprio rappresentante, privo tuttavia di una “valenza diretta” di partito.

Un gruppo, quella della Riviera Sud, che non avrà candidati, probabilmente,  alle prossime amministrative. Una lista distante (per ora) dall’ipotesi di confluire in maggioranze politiche di rilevanza maggiore (è successo in passato per altre liste civiche, confluite, ad esempio, nel Pdl o nel Partito democratico). «Siamo una lista civica ma di  protesta spiegano gli esponenti del gruppo: Giosafatte Borgia di Scalo dei Saraceni, Pasquale Amoruso di Sciale delle Rondinelle, Michele D’Apolito di Sciale degli Zingari e Manuel Marzocca di Ippocampo – nata unicamente per lo sviluppo del’area».

(va ricordato che la divisione lista civica/partito politico è una categorizzazione strettamente sociale, dato che la nostra Costituzione non prevede alcuna distinzione . Per l’esattezza, l’articolo 49 enuncia  la possibilità per ogni cittadino di «associarsi liberamente in partiti politici  per concorrere, in democrazia, alla determinazione del governo nazionale»). Immagine 050

E’ lo stesso simbolo della Riviera a motivare le ragioni alla base della costituzione del gruppo: una struttura circolare con al vertice una semisfera color marino “in rappresentanza del nostro mare; al centro un cuore “rosso come la nostra passione; un cuore tra tre strisce blu: tre come «i trent’anni passati dai residenti dell’area senza il sostegno del Comune». Infine, le quattro stelle rivolte in basso a richiamo del numero dei villaggi.

«Fino a metà degli anni ’60 – spiegano gli esponenti di Riviera Sud– Manfredonia, con la città di Ostuni, era considerata una sorta di Perla del Meridione. Con l’avvento di ministri spregiudicati che hanno visto nell’area solo un’opportunità per edificare, per costruire delle seconde abitazioni, lo sviluppo turistico dei villaggi è stato praticamente depauperato”.

Scrive Marco Brando, su mondimedievali.net, da un commento di Beltramelli nel 1906, « il Gargano è sì un luogo di incanti e di meraviglie, una delle più belle regioni d’Italia, ma è anche fra le regioni più dimenticate del nostro bel Regno. Nel 1959 presidente dell’Eni, Enrico Mattei, stava volando a bordo del velivolo personale lungo la costa viestana, quando – passando sopra Pugnochiuso e per nulla intimidito dal nome presessantottino – avrebbe detto, estasiato: «Ma questo è il paradiso!». Così furono messe le fondamenta del suo centro turistico, all’ inizio degli anni Sessanta. L’idea funzionò; e scosse la gente di Vieste, poco lontano da qui. Quella gente alzò gli occhi dai propri orti e mosse così i primi passi l’ormai fiorente e consolidata industria del turismo garganico. Anche il lussuoso villaggio voluto da Mattei, ereditato dal gruppo Marcegaglia, resiste con i suoi prati verdi. Fu una rivoluzione insomma, che non poteva che nascere da Pugnochiuso. E poi dicono che i nomi non contano».

«A beneficiarne di questa forma di avversione, degli enti, ad investire nell’area– dicono i rappresentanti della lista – sono state in primis le zone costiere dell’Abruzzo e del Molise»: quindi Vasto, Campomarino, aree che «fino agli anni ’60 era era prive praticamente di alberghi”.

“Abbiamo accantonato le potenzialità del fattore turismo  – dicono gli esponenti – a favore di quelle industriali»: prima l’Anic (Enichem Syndial), poi il Contratto d’Area (sottoscrizione di un protocollo d’intesa fra diverse parti, in primis il Comune di Manfredonia, per incrementare l’occupazione nell’area ndR). Un contratto che i rappresentanti della Riviera Sud chiamano sarcasticamente «d’aria». «Vuoto». Accusato infatti di aver provocato «più danni che benefici al territorio». Dice Pasquale Amoruso: «Se penso all’occupazione di Campomarino e osservo la gestione da condominio delle nostre aree provo rabbia».

enichem Rewind: nel 1971 a Manfredonia si stabilisce il Petrolchimico Anic (Enichem Syndial), fabbrica specializzata nella produzione di fertilizzanti, a ridosso di un litorale dal «notevole interesse naturalistico» (oltre che a pochi chilometri da un grande centro abitato). Un momento storico importante per la cittadina foggiana che si vide costretta a «convivere» con un impianto industriale totalmente estraneo all’ambiente socio-economico cittadino. In primis per una scelta politica (era Italo Magno, comunque avverso all’insediamento del polo industriale. Al tempo, va ricordato, le forze politiche maggiori del territorio erano rappresentate dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Comunista Italiano ndR) che investì la cittadinanza.

«Oggi si parla del Consorzio Ippocampo (ne riferiamo a parte, nato per il recupero dell’urbanizzazione nell’area ndR), ma leggendo nell’atto costituto  si possono rilevare delle applicazioni di norme di diritto civile atte unicamente a regolare un condominio. Pensiamo che sia già difficile governare un’assemblea di dieci persone, figuriamoci con la presenza di duemila amministratori con diverse opinioni». I rappresentanti della  Riviera Sud credono infatti che, con l’attivazione del Consorzio, l’area Ippocampo rischi di subire una «paralisi»: «un amministratore di condominio non può che limitarsi alla gestione e alla manutenzione del sito, ma non di certo allo sviluppo turistico dell’area. Pensiamo a Scalo dei Saraceni – dice Pasquale Amoruso – solo uno stabilimento balneare sugli otto possibili, con tutte le relative perdite economiche e occupazionali. Ribadiamo ancora una volta – continuano i rappresentanti della Riviera Sud– che se non si individuerà un tempo un ente per lo sviluppo nell’area i villaggi saranno destinati a morire.

Si potrebbe sempre estendere il bacino promozionale del nostro territorio – dice un altro esponente – fino ad esportarlo a fiere estere e nazionali. Ad esempio Francoforte, Berlino, Bruxelles». Ma senza fare tuttavia come «quegli assessori che si sono recati all’estero per viaggi di turismo personali”  (anche l’amministrazione di Foggia è stata ggetto di recente di una polemica sul caso: Oktoberfest do you remember? ndR). La nostra lista – continua Amoruso – è contraria a qualsiasi forma di sperpero di danaro pubblico».

stradaContraria a forme di sperpero di danaro ma interessata anche a risolvere le criticità dell’area: «Ai primi di novembre è prevista una manifestazione contro l’attuale manutenzione della sp141. Faremo un percorso simbolico fino ad arrivare alla sede della Provincia.  Pecorella (assessore provinciale all’ambiente, candidato sindaco Pdl, che ha riferito in diverse occasioni sullo stato dei lavori della sp141. Del progetto tecnico: si veda Pecorella’s point of view- Stato) ci ha garantito che i lavori sulla strada cominceranno a breve. In caso contrario provvederemo con le nostre misure».

La sp141 riporta naturalmente a tre gravi incidenti che hanno causato di recente la morte del figlio e della moglie di un calciatore del Manfredonia (Marchano), il ferimento di un’anziana coppia di Turi, ma anche di un’altra famiglia. «Diciamo no a qualsiasi forma di strumentalizzazione politica sui decessi– dicono gli esponenti di Riviera Sud – La situazione va risanata prima che sia troppo tardi».

maltempoAltra problema fondamentale: l’inquinamento del Golfo. Un inquinamento che non nasce – per gli esponenti di Riviera Sud -dall’acqua non depurata portata dai paesi del Subappennino o della Pedergarganica: «scaricano nel Candelaro – dice il portavoce del gruppo, Gaetano La Forgia – ma oggi quel fiume è praticamente secco. Non si guardi infatti “ai ponti di Sciale delle Rondinelle: in questi giorni ha piovuto e ora c’è acqua. Certo – continua La Forgia – potrebbe farci comodo attribuire la colpa alle comunità del Subappennino (per così ricevere i contributi ndR), ma la causa dell’inquinamento nell’area p dettata principalmente da due motivi». Sentiamo.

“Il cattivo funzionamento del depuratore di Manfredonia e quello dei nostri impianti”. Le strutture dell’area, spiegano infatti gli esponenti, non dovrebbero essere gestite dai “singoli amministratori”; amministratori che continuerebbero infatti a scaricare acque nei canali della Bonifica, comunque “non depurate”. Lo stesso dicasi per gli stabilimenti balneari: «che scaricano acque nella bonifica che poi confluiscono nel Candelaro». Da qui la necessità di un ente pubblico che cerchi di convogliare «tutti i depuratori» in un unico bacino.

Da una idea del proprietario alberghiero Michele Prencipe: una conduttura a 3 km dal mare  per scaricare «lontano dalla costa». Per scaricare un’acqua depurata, che nonostante tutto, come dicono gli esponenti di Riviera Sud «resta inquinata».

Rewind: la bonifica, cominciata a fine ‘800 e poi proseguita dagli anni ’30 in dal Consorzio per la Bonifica di Capitanata, ha comportato delle modifiche strutturali di tutte le zone umide di Capitanata. Il lago Salso, originariamente vasto circa 4.000 ha, era alimentato da canali provenienti dal Candelaro e dal Cervaro e negli anni ’50 il Consorzio costruì le vasche di colmata. Verso la metà degli anni ’60 la Cassa del Mezzogiorno, prosegui le azioni di bonifica che causeranno la scomparsa di ambienti di grande ricchezza dal punto di vista della biodiversità. Tali opere portarono alla realizzazione di un’area arginata (valle) di circa 541 ha, che riceve le acque soprattutto dal canale Roncone collegato direttamente al torrente Cervaro, mentre il torrente Candelaro divide ad ovest tale area con la palude di Frattarolo, un’area umida decisamente più salmastra e solo periodicamente allagata. La valle è costituite da tre vasche arginate: da ovest verso est troviamo Valle Alta, Valle di Mezzo e Valle Bassa o lago Salso (quest’ultima porzione è più profonda rispetto alle altre due vasche). La profondità media delle acque delle prime due vasche è, infatti, normalmente sotto il metro a seconda del livello stagionale e delle esigenze gestionali, mentre il lago Salso è compreso tra 50 e 150/170 cm.

Un’altra criticità, evidenziata dagli esponenti dei villaggi, quella dei frangiflutti (strutture artificiali situate a ridosso delle coste per proteggere spiagge, moli o attracchi dai flutti e dall’erosione provocata dal moto ondoso.  L’effetto dei frangiflutti è quello di ridurre l’intensità delle onde nel tratto di acque situate al loro interno e quindi di ridurre l’erosione della costa. A questo scopo vengono collocati in acque poco profonde a breve distanza dalla costa, oppure con uno degli estremi ancorato alla costa stessa. Fonte: Wikipedia).

campo3«I flangiflutti della nostra costa si fermano a Foggia Mare – dicono i rappresentanti dei quattro villaggi– proprio a ridosso del territorio di Manfredonia. Questo ci fa pensare che il Comune non abbia fatto proprio nulla per la creazione di altre strutture. Quelle di Siponto poi sono orribili. Ancora oggi non ne abbiamo capito lo scopo. E poi Ippocampo è sempre invasa d’acqua”.

Atto costituvo del consorzio Ippocampo: «nell’atto è scritto che le proprietà dell’area resteranno al Comune di Manfredonia, che li destinerà ad uso e gestione del Consorzio. Anche negli altri villaggi la situazione è decisamente anomala: gli ex proprietari sono falliti e deceduti. I figli, a causa dell’onere sull’impresa, non hanno ancora deciso se accettare, o meno,  la proprietà dei beni. Ad oggi non sappiamo di chi sono le strade, i terreni. Poi fra due anni  (2011) scade anche la convenzione del Comune con Sciale delle Rondinelle (la maggior parte delle convenzioni nei villaggi sono state stanziate tra il 1972/1974 ndR).

Immagine 054 Per il futuro della lista: «Che sia chiaro a tutti – dice Pasquale Amoruso – noi non abbiamo mai invitato nessun candidato sindaco nella nostra sede. Sono loro ad averci richiesto un invito. Possiamo dire di essere consapevoli della nostra forza. Del nostro peso politico. Di certo non siamo una lista  statica: oltre ai 30 classici candidati dei villaggi potremmo raccoglierne anche altri: ad esempio  coloro che hanno un interesse (di qualsiasi tipo) per la Riviera. In tutto saranno 3000-3500. Sono 400 le famiglie residenti. Con tutti i loro disagi. Potremmo raccogliere i voti anche delle persone intestatarie di beni nell’area, ma che non sono residenti. Persone che con il potenziamento turistico della zona potrebbero vedere incrementato il valore dei loro beni.

Ma potremmo raccogliere anche le rivierasudpreferenze di quanti non credono nel Contratto d’Area: ad esempio Lisa Castriotta, del Movimento Bianca Lancia, ma anche le associazioni ambientaliste, avverse allo sviluppo industriale di Manfredonia, i verdi. O pensiamo alla lista per la sicurezza della sp141, ideata da Chiara Carpano e Manuel Marzocca, che potrebbero portare dei loro candidati nelle nostre liste».

Manfredonia, Riviera Sud: contro il depauperamento del ‘valore turismo’ ultima modifica: 2009-10-31T23:28:53+00:00 da Giuseppe de Filippo



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