Foggia

Damone garantista: “Ilva, serve una valutazione obiettiva”


Di:

Damone (Ppdt)

Il consigliere F.Damone (immagine d'archivio - IlGrecale)

Foggia – “HO preferito attendere ventiquattro ore prima di prendere carta e penna e offrire le mie riflessioni sulla vicenda giudiziaria dell’Ilva che ha coinvolto il Presidente Vendola ed altri rappresentanti e funzionari regionali, allo scopo di evitare che la mia storia, la mia indole e la mia ricerca della verità potesse influenzare il mio giudizio o alimentare polemiche”. Lo dice in una nota il consigliere regionale Francesco Damone.

“Dopo un’attenta valutazione posso confermare la mia prima impressione ed il mio primo impulso: quello di mostrare un senso di ribellione rispetto ad una ricostruzione degli eventi che non tiene conto dei comportamenti e delle funzioni che il Presidente della Regione ha sempre tenuto sul tema, confermando che questa presa di posizione viene rafforzata dalla conoscenza diretta e dai comportamenti istituzionali assolutamente trasparenti sempre tenuti del Presidente Vendola su questo tema”.

“Dopo questa precisazione devo anche sottolineare che la sensazione di sgomento rispetto ad un incomprensibile coinvolgimento, con una accusa davvero odiosa, travalica la collocazione politica di ciascun consigliere regionale ma anche di ciascun cittadino pugliese: nella vita – di fronte a situazioni particolari come questa – ogni uomo deve esaminare la condotta dei rappresentanti del Governo in base ad elementi di realtà, rifuggendo ogni preconcetto e pregiudizio, sulla base di atti e comportamenti noti a tutta la comunità della nostra amata Regione”.

“Nello specifico non riesco a trovare alcun appunto amministrativo, gestionale, etico e quindi men che meno penale, rispetto alla posizione lineare e garantista tenuta dal Presidente e da molti altri rappresentanti istituzionale nell’esercizio della funzione svolta.

Il mio convincimento e l’esperienza derivante dalla mia personale traversia, mi fa confidare che una giustizia è sempre possibile, ma mi rendo conto del disagio che un uomo onesto che si spende nelle istituzioni prova in queste circostanze, nonostante la tranquillità d’animo di chi sa di aver adempiuto fino in fondo il proprio dovere, senza mai violare la legge per agevolare qualcuno. D’altra parte, specie in questi momenti di antipolitica e “caccia alle streghe”, chi vive nelle istituzioni può incappare in incidenti di tale portata, che pesano in maniera inusitata sull’aspetto personale, nonostante la certezza di avere sempre onorato l’impegno politico in piena coscienza e in assoluta onestà.

Il dibattimento, sono certo, non potrà che registrare la validità delle ragioni obiettive che porteranno a rivalutare in maniera positiva l’operato del Presidente Vendola e dei suoi collaboratori, avendo operato sempre per l’affermazione di soluzioni illuminate per la pluridecennale questione Ilva, lasciata incancrenire fino al punto in cui ci troviamo”.

Redazione Stato

Damone garantista: “Ilva, serve una valutazione obiettiva” ultima modifica: 2013-10-31T22:36:47+00:00 da Redazione



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