Manfredonia

Viaggio nella base aerea di Amendola, dove partono i droni


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Predator italiani (fonte image: nuovasocieta)

“PUOI scappare, ma tanto ti becchiamo”. Il motto in inglese che campeggia sul muro del centro di controllo dei Predator dell’Aeronautica Militare parla chiaro: che si tratti di insurgents in Afghanistan o di scafisti nel canale di Sicilia, sfuggire all’occhio elettronico degli arei a pilotaggio remoto praticamente impossibile. Dopo il tragico naufragio di Lampedusa, il governo ha disposto misure straordinarie per contenere l’ondata di migranti e scongiurare il rischio di altri incidenti.

L’operazione interforze “Mare Nostrum” coinvolge la Marina Militare con pattugliatori d’altura, l’Esercito con gli uomini del Corpo d’Armata di Reazione Rapida di Solbiate Olona a supporto delle forze di polizia di Lampedusa e, da circa due settimane, l’Aeronautica Militare con i Predator del 28 Gruppo di Amendola, in provincia di Foggia. Innanzitutto non chiamiamoli droni: una parola che ci fa male, perch non si tratta di robot autonomi, ma il volo di questi apparecchi possibile solo grazie al lavoro di tanti uomini . Il colonnello Michele Oballa, comandante del 32 Stormo da cui dipendono i Predator del 28 Gruppo, ci tiene a chiarire che siamo davanti ad aerei veri e propri, pilotati in tempo reale da piloti dell’Aeronautica che si siedono ad una postazione della Ground Control Station e che gestiscono la missione in remoto con tanto di cloche e manetta del motore.

L’unica differenza che il Predator (o Apr: aeromobile a pilotaggio remoto) ha la capacit di restare in volo per oltre 20 ore consecutive (in gergo: “persistenza”) e pu coprire aree vastissime grazie ai consumi di carburante molto contenuti. Volando a quote che raggiungono gli 8mila metri, i sensori ottici, infrarossi e radar del Predator B possono rilevare qualsiasi imbarcazione nel raggio di centinaia di chilometri. Con una buona visibilit possibile leggere i contrassegni della barca e addirittura distinguere i volti degli occupanti. In uno degli ultimi avvistamenti, per esempio (…)


A cura di Francesco Patti – Sole24 Ore – continua

Viaggio nella base aerea di Amendola, dove partono i droni ultima modifica: 2013-10-31T14:48:45+00:00 da Redazione



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Commenti


  • gigi

    Addirittura per giustificare l’acquisto di questi aerei, li si usa per intercettare gli immigrati. ASSURDO. E IO PAGO.


  • alessandro

    questa è solo una delle tante cose che fanno… come permettere che i Suoi figli abbiano un futuro senza che i terroristi li facciano a pezzi prima… altro che giustificare…

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