Cronaca

Come i capodogli di Varano: plastiche in ventre di tartarughe


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Immagine d'archivio, il responsabile del Crtm di Manfredonia, Giovanni Furi, con un esemplare dell'esemplare marino

Immagine d'archivio. Il responsabile del Crtm di Manfredonia, Giovanni Furi, con un esemplare dell'animale marino (foto G.de Filippo per L'Attacco)

Manfredonia – UNA tartaruga marina di tipo ‘caretta-caretta’ è stata salvata  ieri pomeriggio, 30 dicembre, al largo della costa delle isole Tremiti. L’animale avrebbe ingoiato probabilmente una busta di plastica scambiata per un grosso calamaro, così come accaduto per alcuni dei capodogli spiaggiatisi, qualche settimana fa, nel tombolo di Varano, sul litorale di Peschici. La tartaruga marina sarebbe stata tratta in salvo grazie all’opera di alcuni soccorritori che l’avrebbero avvistata nel canale tra le isole di San Domino e San Nicola. In seguito l’esemplare  è stato affidato agli esperti del centro recupero tartarughe marine di Manfredonia (Crtm, sede nei pressi dell’Oasi Lago Salso), del responsabile Giovanni Furi. Per il trasporto, l’animale è stato caricato su un gommone pieno di acqua, una sorta di “piscina” improvvisata (fonte: Primonumero.it), e portata fino al molo del porticciolo. La Caretta-Caretta è stata caricata sulla nave Isola di Capraia, che assicura il collegamento via mare tra la cittadina adriatica e l’arcipelago diomedeo, ed è arrivata fino a Termoli, dove è stata presa in custodia dagli uomini della capitaneria di Porto che ne hanno organizzato il trasferimento al CRTM di Manfredonia.

ALCUNE SIMILITUDINI CON IL CASO DEI CAPODOGLI DI VARANO: va ricordato che l’assessore regionale dell’Idv Pierfelice Zazzera ha presentato, tramite un atto alla Camera, una interrogazione a risposta in Commissione n.5-02276, nel corso della seduta n.260 di giovedì 17 dicembre 2009, relativamente alle problematiche insorte per alcuni esemplari marini sulle coste del Gargano. Zazzera ha inviato l’interrogazione al Ministro della difesa, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai quali ha dapprima comunicato il caso dei sette capodogli spiaggiati nella foce di Capojale-Laguna di Varano (Fg) nella notte del 10 dicembre 2009, con altri due esemplari che si sono spiaggiati sul litorale di Vieste (Gargano); “quattro sono subito morti – scrive Zazzera nella sua interrogazione – altri tre dopo circa 24 ore risultavano ancora vivi e in buono stato fisico, come ha accertato Vincenzo Rizzi, presidente del centro studi naturalistici di Capitanata e come documentano le innumerevoli immagini scattate nell’immediatezza dei fatti dai giornalisti di Italia Terra Nostra”. Come si ricorderà, dalle prime analisi effettuate si sarebbe riscontrato che i cetacei  spiaggiatisi apparterrebbero alla specie dei capodogli physeter macrocephalus, simbolo del santuario dei cetacei del Tirreno e della marina del canale di Sicilia. Il responso del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare alla richiesta degli ambientalisti garganici sarebbe giunto solo 24 ore dopo lo spiaggiamento “e di fatto” non sarebbe stata approntata alcuna operazione di salvataggio. “Le norme del protocollo internazionale per i grossi cetacei, in questi casi prevedono il sollevamento degli animali ed il trascinamento al largo, come ammesso dal professor Nicola Zizzo della facoltà di veterinaria dell’università di Bari”, scrive nella sua interrogazione Zazzera.

SVILUPPI: Ad avviso dell’interrogante “sarebbe stato opportuno utilizzare idonei elicotteri per tale operazione”. In seguito alla riunione tecnica la prefettura foggiana ha deliberato che l’operazione di trasporto delle carcasse dei capodogli presso una cava a due chilometri circa da Cagnano Varano, avrà un costo di circa 150.000 euro; le cause dello spiaggiamento dei cetacei non sono ancora state accertate, ma sembrerebbe che “al 99 per cento siano attribuibili alle attività umane, come l’inquinamento chimico o elettromagnetico”. Questi animali infatti sarebbero particolarmente sensibili alle interferenze prodotte dai sonar dalle imbarcazioni per la navigazione; in particolare, l’ipotesi maggiormente plausibile sarebbe quella dell’interferenza generata dalle strumentazioni militari durante le esercitazioni, che provoca in questi animali il disorientamento o il danneggiamento della facoltà di movimento in acqua. L’ordinanza della Capitaneria di Termoli n. 46 del 2009, sottoscritta dal comandante Raffaele Esposito, interdice «alla navigazione, all’ancoraggio, alla sosta e alla pesca comunque effettuata, nonché ogni altra attività direttamente e/o di riflesso connessa agli usi pubblici del mare» lo specchio d’acqua tra Campomarino e Termoli. «Dal giorno 1o dicembre fino al 31, dalle ore 9 alle ore 18» lo specchio d’acqua dell’area suddetta «sarà interessato da un’attività organizzata dal 32o stormo dell’Aeronautica Militare «Amendola» consistente in una attività di sorvolo di un velivolo senza pilota a bordo, con possibilità di ammaraggio in caso di emergenza»; come già segnalato a più riprese dalle inchieste del dottor Gianni Lannes, nell’area sarebbero affondate circa dieci navi colme di rifiuti pericolosi nonché centinaia di container imbottiti di scorie tossico-nocive. Il suddetto giornalista ne ha scritto fornendo ampie prove sul mensile La Nuova Ecologia (maggio 1998), il settimanale Avvenimenti (giugno 1999), La Gazzetta del Mezzogiorno, il settimanale Left (febbraio 2007), nonché nella trasmissione radiofonica Habitat di Rai 1 (2009); all’interrogante risulta inoltre che siano state ritrovate morte diverse tartarughe della specie «caretta caretta» nella zona Garganica, probabilmente a causa delle sostanze inquinanti rilasciate dalle navi : se risulti se lo spiaggiamento dei cetacei sia correlato all’affondamento nell’area di navi colme di rifiuti pericolosi e di centinaia di container imbottiti di scorie tossico-nocive; se i Ministri interrogati siano a conoscenza di esercitazioni militari – anche mediante l’utilizzo di sommergibili in ambito Nato – nella zona dello spiaggiamento dei capodogli descritto in premessa.

Come i capodogli di Varano: plastiche in ventre di tartarughe ultima modifica: 2009-12-31T12:06:23+00:00 da Girolamo Romussi



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