Economia

Olivicoltura in Capitanata: sostegni da ‘Manovra’ e boom del denocciolato


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Olivi del Gargano

Olivi del Gargano

Foggia – ANCHE l’ovicoltura dello Stivale beneficierà delle ‘risorse’ cd ‘aggiuntive’, pari a 42 milioni di euro, stanziate con la finanziaria agricola del 2010. Il provvedimento ha previsto dei sostegni nel settore per l’ammodernamento degli impianti, oltre a dei controlli contro le frodi nell’olio. A sette mesi dal suo insediamento alla guida dell’assessorato alle Risorse agroalimentari della Puglia, l’assessore Dario Stefàno si è misurato pertanto con le attuali emergenze di questo importante comparto produttivo del territorio. Si pensi ad esempio alle problematiche insorte con la crisi del mercato dell’olio extravergine di oliva, simile a quella che un anno fa aveva ‘costretto’ il ministro Luca Zaia ad attivare un tavolo olivicolo nazionale, con risultati quasi nulli secondo il giudizio di molti. Come per la crisi attuale, anche un anno fa la rabbia degli olivicoltori si manifestò tramite l’attivazione di numerosi sit-in di protesta, oltre a presidi e cortei di piazza. Per questa, come per le altre crisi, la Regione si impegnò attivamente per individuare delle risorse aggiuntive nel settore, rispetto agli stanziamenti del bilancio di previsione del 2009, così prevedendo una cifra pari a 42 milioni di euro a valere sul 2010. “Abbiamo dato un segnale concreto e forte agli agricoltori – segnalò l’assessore Stefano – Con queste risorse saremo in grado, nel 2010, di finanziare più misure”. “Al settore primario – osservò Stefàno – è andato gran parte del cosiddetto ‘tesoretto’ ottenuto dal maggior gettito di Iva non sanitaria. Oltre alle misure di sostegno alle imprese agricole con un plafond di 13 milioni per il credito di esercizio, è stata deliberata una dotazione finanziaria di20 milioni di euro per il cofinanziamento regionale del Psr (Piano di Sviluppo Rurale)”. Ma il giudizio dell’assessore regionale Stefàno cambia (drasticamente) se correlato ai risvolti futuri dopo l’approvazione della Finanziaria dello Stato: ”Siamo totalmente insoddisfatti. E lo dico nella mia doppia qualità di assessore regionale della Puglia e coordinatore al tavolo tecnico della conferenza Stato-Regioni. Il Governo fa le sue politiche agricole con i fondi la cui destinazione è nella prerogativa delle Regioni. E’ inammissibile. Inoltre, questa Finanziaria rischia di alterare gli equilibri territoriali a svantaggio del Sud”.

BOOM DEL DENOCCIOLATO: Un settore dell’olivicoltura di Capitanata che non sembra aver risentito della crisi ma che ha registrato, al contrario,  un sensibile trend positivo, specie per i mercati esteri è quello del denocciolato. Infatti è praticamente quadruplicata in Capitanata la produzione di olio extravergine ottenuto dalla trasformazione delle olive senza nocciolo. Rimasta stabile nelle ultime campagne su un valore di circa 3 mila quintali, la produzione raggiungeva quest’anno i 12 mila quintali; segno che, sia pure gradualmente, questa innovazione si è fatta strada. La produzione è concentrata soprattutto nell’agro di Orta Nova (e in quelli limitrofi) dove è operativo un grosso e moderno frantoio dell’Associazione provinciale degli olivicoltori (Apo) aderente al Cno (Consorzio Nazionale degli Olivicoltori) con una capacità di trasformazione di 320-350 quintali di olive in un arco di otto ore. “La produzione ed il consumo di olio denocciolato sono cresciuti a vista d’occhio nelle ultime due annate – spiega Costantino Mastrogiacomo, presidente dell’Apo-Cno Foggia, vero e proprio pionere di questo olio- siamo vicini ai 12 mila quintali, molti dei quali destinati all’autoconsumo dei produttori e per 4-5mila, invece, confezionati e venduti”. La qualità dell’extravergine di questa campagna è “eccellente – dice Mastrogiacomo- perché le olive, salvo qualche zona particolare, non sono state attaccate dalla mosca olearia”. Le quotazioni sono tutto sommato stabili: erano di quasi 5 euro al chilo al dettaglio, due anni fa, ora sono su 4,5 euro, mentre all’ingrosso si è su 2,50-2,80, complici i ribassi nel mercato dell’extravergine  che si verificano soprattutto nel Nord barese. Sulla commercializzazione dell’extravergine la novità maggiore viene dall’estero, dalla Germania. Il denocciolato che l’Apo-Cna confeziona come “selezionato Apo” viene infatti venduto, dall’anno scorso, ad alcune aziende tedesche, fino a 3mila quintali. E quest’anno le stesse aziende vogliono anche il denocciolato. A Ortanova l’Apo-Cno è impegnata nella realizzazione di un centro di eccellenza delle produzioni tipiche della Capitanata ed ha pure allestito, recuperando un vecchio casolare di campagna, una sala di assaggio con 12 postazioni interne ed una sala di formazione. “Sulla qualità dell’extravergine noi puntiamo da anni- spiega Mastrogiacomo- e per questo, in nome della qualità, abbiamo selezionato i nostri associati sulla base di disciplinari di produzione molto stringenti. E quelli che non lo seguono sono fuori dell’associazione: oggi sono quasi 20mila rispetto ai 45mila di qualche anno fa”(fonte: il Sole 24 ore). Il denocciolato ottenuto in Capitanata esaurisce quasi per intero la produzione pugliese e rappresenta il 90% di quella nazionale. Un ottimo risultato di comparto per un settore in forte crisi.

Olivicoltura in Capitanata: sostegni da ‘Manovra’ e boom del denocciolato ultima modifica: 2009-12-31T13:14:23+00:00 da Agostino del Vecchio



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