Cronaca

Repubblica di Milano: pregiudicato di Foggia pestato da carabinieri


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Milano – PESTATO a sangue da rappresentanti delle forze dell’ordine. In UN articolo odierno di Repubblica di Milano, pubblicato nella edizione on line della testata, si parla della triste storia di Luciano Ferrelli, un 36enne nativo di Foggia, che sarebbe stato pestato a sangue, in base alla ricostruzione fatta dal giornalista di Repubblica, da alcuni carabinieri del comando del nucleo radiomobile di Milano. “Le mani legate dietro la schiena. La bocca incerottata con il nastro da pacco. Costretto a inginocchiarsi a terra. Poi giù botte. Pugni, manganellate. Il pestaggio prosegue anche quando l’uomo sta quasi per soffocare, perché il sangue che perde dalla bocca non può uscire. È il 12 agosto 2009″.

Il fatto sarebbe avvenuto la notte del 12 agosto del 2009, in una stanza della caserma di via Montebello, sede come detto del comando del nucleo radiomobile dei carabinieri. Prima del presunto pestaggio, Ferrelli aveva a suo carico qualche precedente per droga, oltre ad essere stato l’autista-factotum di Giuseppe Aronna, il dentista dei vip arrestato nel 2007 – in manette con lo stesso 36enne foggiano – per una storia di carte di credito rubate e poi riutilizzate. Ferrelli sarebbe stato in passato un “buon frequentatore”, e dunque conoscitore, della cosidetta ‘Milano Bene’, per poi declinarsi in storie di chiusure personali, oltre che di “abusi di sostanze stupefacenti”. La droga sarebbe parte determinante anche in questa storia, nella quale Ferrelli è stato citato dal giornalista di Repubblica di Milano. RICOSTRUZIONE: Lo scorso 12 agosto del 2009 Ferrelli è con altre due persone dimoranti nell’area, un italiano e un nordafricano, per trattare l’acquisto di dosi di eroina “in una delle piazze milanesi in mano ai pusher del Corno d’Africa”. Fra gli uomini sarebbe nata una colluttazione in merito alla  qualità della “roba”, prima di un allontamento a piedi. Dopo una centinai di metri Ferrelli sarebbe salito a bordo di un auto con degli amici, prima di essere fermato da una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri. In seguito il trasferimento nella caserma di via Montebello. Qui il presunto pestaggio: con una inchiesta avviata dalla Procura con l’ipotesi di reato per lesioni gravi e gravissime a carico di un appuntato “che avrebbe agito in concorso con altri militari”. Il 36enne foggiano sarebbe stato infatti vittima di una aggressione “molto violenta”.

Da parte del pm Antonio Sangermano l’apertura di un fascicolo con la notifica di un avviso di garanzia ai danni di un carabiniere in servizio al nucleo radiomobile. A carico dell’uomo l’ipotesi di reato di cui all’articolo 583, 1° e 2° comma (lesioni gravi e gravissime). Probabilmente Ferrelli non sarebbe stato pestato da solo. Nell’avviso di garanzia (con invito a comparire davanti al magistrato) il pm Sangermano avrebbe scritto infatti che l’appuntato avrebbe agito “in concorso con altri pubblici ufficiali”.

Per le botte subite, così come riportato nel rapporto dell’Istituto di medicina legale di Milano, Ferrelli avrebbe subito  “l’incapacità ad attendere alle mansioni originarie”, con una “prognosi superiore a 40 giorni”. A danno dell’uomo un “indebolimento permanente dell’organo della masticazione e della prensione”, con una “deformazione dello spettro facciale mediante avulsione dell’incisivo anteriore con caratteristiche proprie dello sfregio permanente”. Al pestaggio in caserma avrebbe assistito anche gli altri due fermati dai militari del nucleo radiomobile di Milano. Due fermati che avrebbero infatti confermati l’aggressione ai danni di Ferrelli, ma solo a metà: dall’italiano “solo conferme”, dal nordafricano “qualche reticenza”. Dopo l’aggressione subita la notte del 12 agosto del 2009, Ferrelli viene trasferito all’alba nel carcere di San Vittore a Milano, accusato di resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo sarebbe ancora in carcere.

Repubblica di Milano: pregiudicato di Foggia pestato da carabinieri ultima modifica: 2009-12-31T11:00:02+00:00 da Girolamo Romussi



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