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Melfi, Provincia di Potenza sospende Fenice

L’Ufficio Ambiente della Provincia di Potenza comunica che in data odierna ha emesso un provvedimento di sospensione dell’impianto di termovalorizzazione degli Rsu e Rifiuti speciali di Fenice, sito a San Nicola di Melfi. Il provvedimento contestualmente diffida i titolari dell’impianto a fornire tutti gli elementi necessari alla verifica della compatibilità dell’esercizio dell’impianto con quanto previsto dall’art 177 comma 4 del Dlgs 152/2006, ponendo in essere fin da subito tutte le misure indispensabili ad assicurare detta compatibilità e a fornire ogni altro elemento utile a verificare la sussistenza dei requisiti di cui all’art 208 del Testo Unico dell’Ambiente per l’autorizzazione dell’attività di smaltimento dei rifiuti
Il provvedimento è stato emesso alla luce dell’esito della conferenza di servizio dello scorso 20 settembre; della comunicazione Arpab del 02.10.11 con cui l’Agenzia afferma che l’impianto andrebbe trattato come industria a rischio di incidente rilevante; dei risultati del monitoraggio Arpab del mese di settembre (pubblicato in data 11.10.11)

Inceneritore Fenice, ecco le ‘carte proibite’. 2002-2007, fu lustro dei veleni

SONO state tenute nascoste per quasi dieci anni. Le hanno chieste i comitati, i Radicali Lucani, noi di Stato Quotidiano. Proprio in un'intervista rilasciataci dal direttore dell'ufficio potentino dell'Arpa, Bruno Bove, si era riuscito a capire che, quelle carte, c'erano ed erano a Potenza, pronte ad essere diffuse. Ma anche che, senza un preciso input, nessuno le avrebbe mai diffuse. Ma c'è poco da star tranquilli. I dati parlano di un lustro (quello tenuto segreto) di inquinamento

Fenice, parla Bove: “Le carte ci sono. SSN assente”

l'intervista - IL DIRIGENTE dell'Arpab di Potenza, Coordinatore dell'Ufficio del capoluogo che fa capo all'intera provincia, intervistato da Stato prova a dare qualche risposta in merito al caso dell'incenerito di Melfi. Punto primo: "Le carte con i dati fra 2000 e 2006 sono qui. Non le diffondo perché c'è un'inchiesta in corso". Punto secondo, l'avvelenamento: "Stupito dall'arsenico". Punto terzo, le responsabilità: "Sull'ampliamento di Fenice decide la Regione, non noi". E se la prende con il Sistema Sanitario Nazionale

Melfi, i panni sporchi Arpab: “Giusto che Fenice chieda di bruciare...

E non è finita qui. La vicenda Fenice riesce sempre a regalare nuove perle ed incredibili risvolti. Ping pong da un campo all'altro. Ovvero, dalla bugia alla formalità, scavalcando la rete della verità. Martedì (7 giugno), si è tenuto a Potenza un incontro presso la sede dell'Arpa Basilicata. Un incontro interlocutorio che avrebbe, di fatto, dovuto far luce sul futuro dell'ambiente lucano, sui dati mancanti. Squarciare, insomma, il velo di mistero che avvolge buona parte dell'operato della società che gestisce il termovalorizzatore operante all'interno dell'indotto della Sata di Melfi.
DIRITTI E DOVERI - Come sempre, un vacuo blaterare. Nessuna soluzione, nessuna proposta, nessuna forma di risoluzione delle problematiche. Piuttosto, tra le parti, un gelo che, ossimoricamente, è quanto mai arroventato. I rapporti sono tesi. Da un lato, l'Agenzia per il controllo dell'Ambiente che dovrebbe vigilare e non vigila, legata a doppio mandato con l'Edf. Il quadro è chiaro. Dopo la speranza che il cambio al vertice (a gennaio, da Vincenzo Sigillito a Raffaele Vita) potesse produrre qualche schiarimento nel cielo plumbeo dell'incenerimento, è sopraggiunta la desolazione di una continuità imbarazzante. Anche

Inceneritore Ecocapitanata, la Regione stringe i controlli

LO scorso 4 novembre il Dirigente del Servizio Ecologia della Regione Puglia ha approvato il “Documento Tecnico” che comprende, tra l’altro, il “Piano di monitoraggio e controllo” dell’impianto della Ecocapitanata srl, un inceneritore di rifiuti sanitari e rifiuti speciali pericolosi sito nella zona industriale di Cerignola (Fg)
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