Home Tags Ilva

Tag: Ilva

Ilva, ok a decreto legge. Vendola: ci hanno ascoltato

“LA scelta del governo è stata quella di accogliere il suggerimento che la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Taranto, la deputazione parlamentare avevano avanzato ieri nel corso dell’incontro a Bari con il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Noi abbiamo resistito molto all’idea che ci potesse essere un’ordinanza di protezione civile che avrebbe dato la sensazione di un approccio tutto emergenziale a una questione che invece ha bisogno di un respiro strategico. Il decreto legge è lo strumento giusto, svincola immediatamente risorse che possono essere subito cantierizzate e individua la figura di un commissario straordinario per la gestione di questa fase”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha voluto informare l’Aula consiliare, durante lo svolgimento dei lavori per l’approvazione del ddl sul servizio pubblico locale, dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Legge per l’Ilva di Taranto.
“Tramite voi, vorrei ringraziare tutte le forze politiche presenti in Parlamento” ha poi aggiunto il Presidente ricordando che i principali leader della politica italiana ieri si sono espressi a favore del Decreto Leggee anche tutta la deputazione parlamentare pugliese che è stata straordinaria nell’opera di accompagnamento della Regione in questo percorso difficile ma importante. Vorrei infine ringraziare – ha concluso il (...)

Ilva: cortei a Taranto. Vendola a Clini: DL; fischi a sindacati

Taranto - “CERTAMENTE la giornata di oggi rende ufficiali le dichiarazioni di disponibilità al dialogo con il territorio e con le istituzioni locali espresse...

Ilva, sciopero in tutto il gruppo

"SCIOPERO nazionale di 4 ore per ogni turno di lavoro di tutto il Gruppo. Contro il rischio chiusura e per una politica industriale che coniughi lavoro e ambiente". E' quanto hanno deciso le segreterie nazionali dei sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil. I sindacati, si legge in una nota, hanno proclamato "per la giornata di giovedi' 2 agosto un pacchetto di 4 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo Ilva, con modalita' e forme della mobilitazione che verranno decise territorialmente (manifestazioni, presidi sotto le Prefetture, ecc.), contro il rischio di chiusura dello stabilimento di Taranto e per una politica industriale che coniughi lavoro e ambiente."
'Fim, Fiom, Uilm nazionali - si legge nel comunicato unitario - ritengono necessario ricercare tutte le soluzioni utili al mantenimento dell'attivita' industriale, salvaguardando sia l'ambiente che la salute, e in ragione di cio' chiedono che Ilva espliciti impegni, investimenti ed azioni che vadano in tale direzione. Fim, Fiom e Uilm ritengono che il recente protocollo di intesa, in cui si stanziano 330 milioni di euro per la bonifica e riqualificazione dell'area, sia un primo passo importante verso un miglioramento delle condizioni ambientali nell'area tarantina e che esso possa essere un passaggio importante per la ripresa delle attivita', convinti che si possa far coesistere un'attivita' industriale con il rispetto dell'ambiente e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.' Per Fim, Fiom, Uilm, e' 'inaccettabile socialmente ed insostenibile per l'intero sistema industriale la prospettiva di una chiusura dello stabilimento di Taranto, con la perdita di 50.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti: non possiamo accettare che oggi i lavoratori dell'Ilva paghino responsabilita' storiche non loro e che continuino ad essere sottoposti ad un ricatto inaccettabile tra lavoro e salute.' (...)

Ilva, Tarantorespira: “con i lavoratori e la magistratura”

Taranto - "TARANTO Respira scende in campo al fianco degli operai, per la tutela della salute e del posto di lavoro. Per questo chiediamo...

Ilva, Codacons: azione di risarcimento in favore di cittadini e aziende

Roma - IL Codacons, in merito alla vicenda dell’Ilva, ha presentato oggi alla Procura di Taranto la propria nomina di parte offesa in qualità...

Meglio morire di tumore o di fame?

SONO Federico Catucci del Meet Up 192 Amici di Beppe Grillo Taranto. Taranto paga per intero le conseguenze del cosiddetto sviluppo basato sulla famosa catena lineare della produzione e su tre momenti in particolare: estrazione materia prima - lavorazione del prodotto estratto - smaltimento. Un vecchio modello di sviluppo che causa oltre alla predazione e al consumo delle risorse anche inquinamento e disuguaglianza. Un modello che va immediatamente sostituito da un sistema dove l’elemento centrale della politica sono gli abitanti, l’ecosistema, la biodiversità e non più il profitto e i benefici di pochi a danno di molti.
Oggi a Taranto si stanno scoprendo tutti i controsensi del cosiddetto sviluppo e benessere indotto da anni di menzogne e promesse irrealizzabili, un modello non più sostenibile. E' necessario ed urgente, invertire la rotta, perché non possiamo continuare a divorare il territorio. Taranto paga la parte inquinante di questi processi e gli abitanti sopravvivono delle briciole, portando la parte più consistente dei benefici altrove. Il vecchio modello di sviluppo si basa su processi e impianti obsolescenti come quello dello stabilimento ILVA di Taranto. Uno stabilimento che, a 50 anni dalla sua creazione. ormai è arrivato agli sgoccioli del suo ciclo vitale ed è destinato presto a smettere di produrre. Uno stabilimento che per dimensioni e vicinanza alla città, non potrà mai essere compatibile. Oggi assistiamo all'azione della magistratura che facendo il proprio lavoro, arriva dove la politica per anni non ha mai avuto la volontà e il coraggio di giungere: a vedere in faccia la realtà.
Il 26 luglio potrebbe essere ricordato come un nuovo e storico inizio per i cittadini di Taranto. Abbiamo appreso dalla stampa che, finalmente, dopo mesi di ponderate analisi dei dati probatori e a seguito di perizie epidemiologiche, la magistratura, nella persona del gip Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro (senza facoltà d’uso) degli impianti dell’Ilva di Taranto e le misure cautelari per alcuni indagati. Sono otto i provvedimenti di arresti domiciliari. L’ordinanza riguarda dirigenti ed ex dirigenti dell’Ilva (...).

Ilva,Mazza:”garanzie per i lavoratori dall’agroalimentare”

ILVA: l'agroalimentare può fornire un aiuto immediato agli operai ma la politica faccia la sua parte senza infingimenti. Lo dice in una nota il consigliere Patrizio Mazza (Idv).
"Dalle notizie emerse dal tavolo della capitale sembra che siano stati stanziati 336 milioni di euro per le bonifiche da attuare nelle aree inquinate di Taranto. Con 336 milioni di euro ritengo che da subito si possa risolvere la grave questione che attanaglia Taranto, nonché il problema della sussistenza degli operai dell’Ilva l’importante è utilizzarli per dare soluzioni immediate, serie e concrete".
"L’unica risposta rapida che si può fornire agli operai, considerata la grande disponibilità manifestata al sottoscritto da parte di numerosissimi imprenditori agricoli, consiste nell'utilizzare lo stanziamento e le unità lavorative dell’industria in un unico progetto agroalimentare che può finalmente garantire lavoro dignitoso, sano ed ecosostenibile”. "Gli imprenditori agricoli sia della provincia di Taranto che di province a questa limitrofe hanno in animo, per le loro imprese, di poter usufruire di agevolazioni che il Governo possa mettere a loro disposizione, in maniera da implementare le proprie imprese, ed in questa maniera assorbire tutta la massa lavorativa che proviene dall’Ilva e dall’indotto, allora : perché non utilizzare in questo settore quei 336milioni di euro che il governo dice di mettere a disposizione per risolvere la questione ambientale del territorio?" (...)

Ilva verso sequestro. Operai fuori da impianti. 8 indagati

Taranto - IL gip Patrizia Todisco - secondo quanto apprende l'ANSA - ha firmato il provvedimento di sequestro (senza facoltà d'uso) degli impianti dell'area...

Alternative alle industrie inquinanti

MOSSO da questo principio normativo, art. 3 quater - Principio dello sviluppo sostenibile – ex d.lgs. 152/2006 (Testo Unico sull’Ambiente) ho presentato in regione l’ordine del giorno con cui chiedo alla politica, precisamente al Governo Regionale, già dalla prossima data di consiglio, l’impegno a sviluppare, entro il termine temporale di cinque anni massimo, con tutti i mezzi possibili di economia e partenariato, con l’utilizzo di fondi comunitari diretti ed indiretti, mediante progetti ENPI o quant’altro risulti necessario: ”alternative economiche tali da assorbire la forza lavoro presente nell’area a caldo dell’ILVA, per la quale contestualmente si operi la chiusura definitiva”.
Non si può prescindere dalla tutela del lavoro, che ha portato circa 7mila lavoratori a scendere in piazza lo scorso 30 marzo in concomitanza del deposito delle perizie medico scientifiche vagliate dalla Magistratura di Taranto per l’attribuzione di reati di: “disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico” a carico di ILVA SpA. Infatti, la politica non può restare sorda alle loro dichiarazioni tese ad evidenziare che “non ci sono alternative economiche e lavorative che prescindano dall’ILVA, industria inquinate, e grazie alle quali si possa prefigurare un barlume di futuro”. “Morire per mangiare “ non potrà mai assurgere a principio valido, ed ugualmente risulta inammissibile pensare che la vocazione del territorio ionico sia ineludibilmente industriale.
Non si può prescindere dalla tutela del diritto alla salute, affinchè il lungo appello di nomi e cognomi non continui a rispondere “presente” alla generale ecatombe, l’aumento della mortalità e delle malattie anche genetiche trova fondamento nelle perizie medico scientifiche ordinate dalla Magistratura, che non ammettono repliche o discussioni e dimostrano come l’Ilva nuoce alla salute dei cittadini come degli operai e abbia danneggiato e (...)
  STATOLIVE