7 C
Manfredonia
martedì, 18 Febbraio, 2020
 STATOTV
DAI IL TUO SUPPORTO A STATO QUOTIDIANO  CONTRIBUISCI
Home Tags La settimana economica

Tag: la settimana economica

Una presenza oscura e un grande assente

CON l’appuntamento odierno de La Settimana Economica torniamo a parlare di Debito Pubblico italiano. Il nostro è diventato ormai un monitoraggio periodico, con l’intento...

Essere “sereni e contenti” perdendo denaro

Roma - L'APPUNTAMENTO odierno de La Settimana Economica consisterà in una (leggera, ma fondamentale) lezione di economia. Nel corso degli ultimi mesi, numerosi lettori...

Matteo non ereditare il “vizietto”! (La settimana economica)

Roma - IL neonato Governo Renzi – al quale rivolgiamo i nostri più sinceri auguri, nella speranza possa fare del bene al nostro...

Il Paradiso all’Improvviso?

IL paradiso all’improvviso” è il nome di un film diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni nel 2003. Il protagonista, Lorenzo, è un single convinto la cui vita è ripartita tra piaceri, lavoro e amici ossessionati dal mondo delle scommesse (purtroppo, quest’ultimo è un vizio in rapida diffusione). Lasciamo alla vostra curiosità l’approfondimento della trama del film e passiamo subito a motivare la scelta del titolo per l’odierno articolo. Negli ultimi giorni – chi lavora quotidianamente in ambito finanziario non può non essersene reso conto – i mercati mondiali, dopo una piccola correzione (come “previsto” all’inizio dell’anno nella nostra Bussola2014 per il risparmio e gli investimenti), sembrano aver trovato nuovo slancio e, anzi, aver conquistato il tanto agognato nirvana. Sarà davvero così? Per scoprirlo analizziamo quanto sta avvenendo per i titoli di stato italiani. In primis, osservando l’andamento sul mercato secondario (ovvero in quello nel quale sono scambiati i titoli emessi in precedenza) è possibile constatare come i rendimenti rispetto ai massimi registrati nel “lontano” 25 Novembre 2011 (rendimenti lordi al 7,261% annuo) siano stati praticamente dimezzati (3,61% annuo lordo, minimo dal 24 Gennaio 2006). Alleluja! In un batter d’occhi sono stati risolti tutti i problemi dell’Italia? Sicuramente NO. Come abbiamo avuto modo di discutere nel corso delle scorse settimane le sfide davanti alle quali si trova il nostro amato\odiato Paese sono ancora numerose e lungi dall’essere state superate. Piuttosto è in atto una congiuntura particolarmente favorevole per le casse dello Stato, il quale sta approfittando dell’opportunità di finanziarsi a tassi indiscutibilmente più convenienti rispetto a quanto avvenuto nel recente passato. A conferma di quanto appena affermato, informiamo delle ultime emissioni di titoli a 3, 7 e 15 anni letteralmente “andate a ruba”, con rendimenti lordi annui, rispettivamente, dell’1,41%, del 3,02% e del 4,26%. Un affare? Anche in questo caso ci sbilanciamo e affermiamo: NO! La ragione è individuabile nei consueti problemi “strutturali” della nostra repubblica. Sul mercato esistono numerose migliori opportunità, le quali – tenendo fermo il più volte richiamato valore della pianificazione finanziaria (e, quindi, della preliminare identificazione e gestione del rischio specifico per ogni individuo) – possono essere utilizzare per la costruzione di (....)

La settimana economica – Futuro Italia: ultima chiamata

ANTEFATTO. Alcuni giorni fa la Banca d’Italia ha comunicato – nel suo periodico bollettino denominato “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” – l’ammontare, alla...

Errore: guardare il dito e non la Luna

IL 30 gennaio 2013, un mese prima delle elezioni politiche, affrontavamo – con la consueta metodica critica e apolitica – la questione delle ingerenze pubbliche nell’economia e nell’iniziativa imprenditoriale privata nell’articolo dal titolo: “Lo scandalo MPS: nelle Mani di Politici Sciagurati”. Il fulcro del discorso potrebbe essere riassunto in questo breve estratto: "per decenni si è additato il settore privato per l’essere poco trasparente e per lo speculare sulle vite dei lavoratori per trarne un profitto capitalistico. E ora? I paladini della giustizia, gli idealisti della parità dei diritti e del bene comune si trovano invischiati in uno scandalo che ha non poche similitudini con il marciume delle frodi aziendali e finanziarie prettamente private. Da destra a sinistra, passando per il centro, è iniziato il pingpong di accuse con le quali si cerca di far passare in secondo piano le colpe evidenti di una classe politica che ha vissuto, e vive tuttora, poggiando le proprie scelte sul clientelismo. C’è bisogno di un direttore tecnico per un progetto? A che serve un ingegnere specializzato, basta il solito “fidato” ingegnere o geometra factotum. E’ richiesto un esperto di urbanizzazione per sviluppare un piano integrato per il miglioramento della vivibilità cittadina? Ecco pronto il “raccomandato” della situazione, meglio se senza alcuna conoscenza in materia. Guardiamo in faccia la realtà. Chi scrive non intende fare il moralista, non essendolo per natura, ma è giusto che alcune cose vengano dette in maniera chiara e diretta. E’ evidente che l’essere umano è, dalla nascita, portato ad affidarsi a persone che conosce bene e di cui apprezza le capacità. Tuttavia, ciò che è meno chiaro è come sia possibile che questo avvenga anche quando non ci siano le benché minime attinenze tra il ruolo ricoperto e le competenze richieste per svolgere le mansioni ad esso collegate.”. Questo grido d’allarme, non a caso rivolto prima della tornata elettorale, ha scosso il senso civico di molti lettori che avviarono un’auspicata e positiva discussione. Evidentemente, nessuno s’illudeva di cambiare la società italiana da un giorno all’altro, tuttavia – rispondendo ad uno dei commenti al precedente articolo “…l’articolo è bello e ben scritto ma utopistico. Manca di concretezza …” – il nostro intento era (e lo è tuttora) quello di parlare apertamente alla coscienza delle persone. Utopia e mancanza di concretezza possono essere dei rischi che vale la pena correre se davvero si vuole “rivoluzionare” l’amministrazione (.....)

La differenza tra l’apparenza e la realtà (La settimana economica)

LA società del XXI secolo è descritta da molti filosofi e sociologi come emblema della vittoria dell’apparire sull’essere. L’ordine “naturale” delle cose, in altre...

Cara IVA, proprio non ti capisco (La settimana Economica)

CON l’odierno articolo cercheremo di fornire una spiegazione, semplice e sintetica, del funzionamento dell’IVA e della sua ragion d’essere. L’IVA – Imposta sul...

Super-Inps e nulla muta

L'ARTICOLO de “La Settimana Economica” della scorsa settimana ha decisamente scaldato gli animi. Numerosi sono stati i commenti, le e-mail ed i messaggi inviati alla pagina Facebook della rubrica. Abbiamo accolto molto positivamente questa reazione da parte dei lettori sia in termini di confronto critico, sia in termini di crescita personale. In particolare, l’elemento che più ci fa essere positivi e speranzosi circa un futuro migliore e più prospero risiede nella capacità di trasformare questo laboratorio di idee in scelte quotidiane votate all’onestà ed al rispetto dei valori e dell’etica, veri capisaldi di una società civile. Passiamo ora all’argomento di questa settimana: la Super-Inps. Mettiamo subito in chiaro quello che è il nostro pensiero riguardo all’operazione ideata – degna di uno dei peggiori geni del male – da quella che ancora si ostina ad autodefinirsi classe dirigente del nostro Paese; di “super” c’è solo la definizione coniata dagli ideatori e riportata dai media in modo pedissequo. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di ricostruire l’intera vicenda. La Super-Inps è l’ente istituito, in base a quanto disposto dal decreto legge Monti 2012/211, a seguito della soppressione di Inpdap ed Enpals, integrati nella ex-Inps. L’Inpdap era l’Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, fondato per gestire le pensioni degli ex lavoratori statali e ministeriali. L’Enpals, invece, era l’ Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo, nato con l’obiettivo di regolare i versamenti contributivi dei lavoratori dello spettacolo e dello sport. L’integrazione dei due enti nella Super-Inps è avvenuta in primis mediante l’estensione dei servizi on-line sviluppati dall’ex-Inps agli iscritti dell’Inpdap e a quelli dell’Enpals. La principale ragione che ha guidato il Governo Monti all’accorpamento di Inpdap ed Enpals in un unico ente pensionistico, era quella di armonizzare il sistema pensionistico italiano mediante l’applicazione del metodo contributivo. Questo si è concretizzato – il 31 Marzo 2012, a seguito dell’approvazione dei bilanci e con la cessazione formale delle attività di Inpadap ed Enpals – con il subentro della Super-Inps in tutti i rapporti, sia quelli attivi sia quelli passivi, che intercorrevano tra i lavoratori e Inpdap\Enpals. In base alle idee ispiratrici del progetto, il confluire dei tre enti in uno solo, dovrebbe comportare – grazie alle sinergie, all’efficientamento globale del sistema pensionistico e alla conseguente maggiore ottimizzazione delle risorse – un considerevole risparmio allo Stato italiano e, si spera, una minore pressione fiscale per i cittadini. Evidentemente, sebbene il nostro augurio è che davvero gli obiettivi posti a carico della Super-Inps possano essere realizzabili, la possibilità che ciò avvenga appare abbastanza remota. Cercheremo ora di analizzare le ragioni che ci portano ad essere perplessi circa la bontà di un’operazione che – altrove, nel mondo – andrebbe sicuramente accolta positivamente (....)

La settimana economica – Ad un passo dal baratro

Manfredonia - "LA disoccupazione in Italia continuerà ad aumentare non solo nel 2013 ma anche nel corso del prossimo anno. E nell'ultimo trimestre del...