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venerdì, 28 Febbraio, 2020
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Tag: Mariastella Gelmini

La Scuola Pubblica Italiana, futuro nuovo nel presente

La Scuola Pubblica Italiana forma i Cittadini di questo Paese. La Scuola Pubblica Italiana è l’Istituzione che tra tagli feroci continua, nonostante tutto, a formare i Cittadini di questo Paese. La Scuola Pubblica Italiana è formata da Insegnanti, gli stessi che la mattina escono di casa portandosi dietro carta igienica, carta per fotocopie e gesso. La Scuola Pubblica Italiana è formata da Insegnanti che se hanno stabilito un compito in classe, ma quel giorno hanno la febbre, vanno ugualmente a scuola (nonostante le maldicenze di Brunetta!).

La non-scuola di Adro

Anno scolastico 2010/2011: l’inizio. E, tra i banchi, nuovi timori. Li ha cavati fuori dal buco storico, a Foggia, Mariapia Garavaglia, l’ex ministro ombra del Partito Democratico, contraltare oscuro e senza potere della sciaguratissima Mariastella Gelmini: “Senza la scuola non c’è più lo Stato”. Non solo perché, ha esemplificato, in molte piccole realtà, l’edificio scolastico non c’è più; ma soprattutto perché, diciamocelo, allo Stato, della scuola, non interessa più nulla. La decadenza della scuola, con le ovvie ripercussioni che avrà sul futuro di una generazione presa e gettata al macero della Storia, significa sold out delle intelligenze. Dar via 8 miliardi di euro, utilizzandoli per il rifinanziamento delle missioni militari all’estero,

Riforma scuola, insorge l’opposizione, Di Noia (PD): ulteriore taglio del Governo

"IL Consiglio dei Ministri con il riordino delle scuole superiori infligge un duro colpo sulla formazione delle giovani generazioni del nostro Paese. La riforma è fatta per fare cassa e nasconde in se un’idea molto pericolosa: ridurre la scuola pubblica ai minimi termini, in barba al dettato costituzionale che la vuole per tutti e di tutti. Meno ore, meno materie, meno insegnanti, meno laboratori per risparmiare 1,650 milioni nel 2010, 2,538 nel 2011, 3,188 nel 2012. A conferma che la scuola e l’istruzione sono

Dossier Legambiente ‘tagli’ all’Istruzione: 36.218 docenti e 4.945 classi in meno

DOSSIER Legambiente: 322 istituzioni scolastiche aggregate, 68 piccoli plessi chiusi e 36.218 cattedre tagliate. Questi i risultati dei tagli attuati alla scuola solo nel primo anno del piano Tremonti-Gelmini che sarebbero andati ad aggiungersi alla riduzione di risorse dei precedenti provvedimenti governativi. Una "dieta ferrea" dalle conseguenze pesanti, che Legambiente ha ricostruito nel dossier 2009 sui tagli alla scuola italiana dal 2002 al 2010. Indicatore più significativo della china in discesa della scuola italiana è, a tutti gli effetti, il precariato. Secondo il dossier di Legambiente, infatti, dal 2002 al 2010 si sono persi 29.302 docenti di ruolo, per arrivare nell’anno scolastico 2008/09 a un 15,66% di precari (130.835) nel corpo docente, di cui ben 110.533 è stato licenziato al termine delle attività didattiche. Non va meglio neanche per i 90.026 docenti di sostegno, di cui oggi il 43,80% (39.428) è precario, spesso senza specializzazione e comunque impossibilitato a garantire