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PADRE PIO CAPUANO Padre Pio in lacrime, don Capuano: «Non è opera dell’uomo, è un segno dal cielo»

A Casalba, frazione di Macerata Campania, continua a far discutere la presunta lacrimazione della statua di Padre Pio

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Maggio 2026
Attualità // Gargano //

A Casalba, frazione di Macerata Campania, continua a far discutere la presunta lacrimazione della statua di Padre Pio, un episodio che ha attirato attenzione e curiosità ben oltre i confini del quartiere. In questo clima di attesa e riflessione, a esporsi pubblicamente è stato soprattutto il parroco, don Girolamo Capuano, convinto che quanto accaduto non sia riconducibile a un intervento umano.

«Non è opera dell’uomo», ha dichiarato il sacerdote, parlando anche di un possibile «segno del cielo», pur mantenendo prudenza e distinguendo la propria convinzione personale dal percorso di verifica previsto dalla Chiesa. Il parroco ha infatti chiarito di voler separare la dimensione della fede dall’iter dell’indagine canonica.

Secondo don Girolamo, ci sarebbero elementi che alimentano la sua speranza. «Nemmeno Michelangelo sarebbe riuscito a disegnare una lacrima così perfetta», ha affermato, spiegando inoltre di aver controllato con attenzione le registrazioni della telecamera esterna puntata sulla statua del santo di Pietrelcina. «Ho visionato le immagini di un mese, fotogramma dopo fotogramma. Sono certo che non ci sono state manomissioni. Qualcuno si è avvicinato, ha sfiorato i piedi del santo, ma niente di più», ha aggiunto.

Resta però aperta ogni possibilità sul piano ecclesiastico. Anche se non dovesse arrivare il “nihil obstat”, ovvero il riconoscimento che nulla ostacola ufficialmente la devozione, il sacerdote si dice sereno: «Quella statua è lì da vent’anni. E nulla potrà far vacillare la fede che la comunità di Casalba nutre nei confronti di Padre Pio. Il corpo è andato via, lo spirito è tra noi».

Per il parroco, al di là dell’esito delle verifiche, questi giorni hanno avuto comunque un impatto significativo sul piano pastorale. «Grazie all’eco inaspettata che ha travolto la parrocchia, ho avuto la possibilità di parlare a milioni di persone, di lanciare un messaggio che è andato ben oltre i confini del quartiere. Se continuassi a fare il prete per i prossimi cento anni, probabilmente non riuscirei mai a dialogare con così tanti fedeli», ha concluso.

Lo riporta leggo.it.

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