I promotori della petizione popolare “No alla Stazione di Posta”, sostenuta da 1.329 firme, esprimono apprezzamento per l’attenzione mostrata dal Consiglio comunale nei confronti dei residenti del quartiere “Ordona Sud” durante il dibattito tenutosi il 18 maggio 2026.
Nel documento diffuso pubblicamente, i firmatari evidenziano come il riferimento alla mozione sul cambio di destinazione d’uso dei locali di via Di Gioia, presentata dalla Prima Cittadina e dalla maggioranza e successivamente discussa, votata e approvata in aula, rappresenti un segnale concreto della volontà istituzionale di affrontare la questione e individuare una soluzione alternativa condivisa con il quartiere.
Secondo i promotori, le parole pronunciate nel corso del confronto consiliare dimostrerebbero «la volontà di cercare una alternativa alla problematica creata», con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi a una risposta attesa dai residenti della zona.
Nel testo viene inoltre ribadito che il gruppo continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della vicenda, auspicando che la nuova richiesta avanzata alla giunta e ai dirigenti, in collaborazione con il ministero competente, possa portare a un cambio di destinazione d’uso dei locali di via Di Gioia, ritenuto più compatibile con le esigenze sociali del quartiere Ordona Sud.
I promotori della petizione tengono infine a prendere posizione rispetto alle accuse emerse nel dibattito pubblico, sottolineando di condannare e respingere qualsiasi episodio di razzismo, chiarendo che il loro “no” alla Stazione di Posta è motivato esclusivamente da ragioni di carattere logistico e organizzativo, e non da intenti discriminatori.



