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Terremoto Subappennino, De Leonardis: “edifici ancora puntellati”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Novembre 2011
Cronaca //

Comune di Casalnuovo Monterotaro
Comune di Casalnuovo Monterotaro (St, archivio)
Foggia – “SONO passati nove anni ormai dal terribile terremoto che la mattina del 31 ottobre 2002 ha devastato l’area interna del Molise e parte del Subappennino dauno, e nonostante gli impegni, le promesse, le risorse erogate siamo ben lontani dal ripristino della normalità in comuni ancora e sempre caratterizzati da edifici puntellati e da tracce ancora ben presenti di un evento così drammatico”. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, condivide pienamente e fa suo l’appello lanciato dal sindaco di Casalnuovo Monterotaro, Pasquale De Vita, “per non abbandonare, passata l’attenzione iniziale e la corsa alla solidarietà, un territorio già da troppo tempo alle prese con tali e tanti disagi da permettere all’intera regione l’inserimento tra quelle ad Obiettivo 1 da parte dell’Unione Europea, e quindi l’ottenimento di cospicue risorse comunitarie che dovrebbero essere appunto mirate a colmare il gap evidente tra quelle aree e altre più fortunate. Occorre quindi reperire ulteriori risorse per completare l’opera di ricostruzione dei paesi colpiti dal sisma, magari proprio attraverso quote dei fondi Fas visti i tagli e le ristrettezze imposte dal Governo nazionale, destinate a incidere pesantemente sul bilancio regionale: come amministratori non possiamo venir meno al nostro dovere di garantire risposte concrete ed efficaci a cittadini che hanno pari diritti e pari dignità, e dobbiamo proseguire nell’azione avviata negli scorsi anni e restituire al Subappennino ferito a morte anima e decoro, oltre che una propria identità a comunità che chiedono soltanto di tornare a vivere nel presente e nel futuro allontanando finalmente le angosce e i fantasmi del recente passato” sottolinea De Leonardis. “Comunità che da nove anni sono alle prese con una ferita aperta e sanguinante, e che hanno sempre preferito la compostezza e l’operosità alle proteste eclatanti e alle urla. Ma che non possono essere ulteriormente penalizzate da un atteggiamento civile ed esemplare” la sua conclusione.


Redazione Stato

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