FOGGIA – La FIALS Foggia rompe gli indugi e dichiara guerra all’immobilismo della Regione Puglia sul futuro della sanità in Capitanata. Con una dura diffida indirizzata al presidente della Regione, all’assessore alla Sanità e al direttore del Dipartimento Promozione della Salute, il sindacato denuncia quella che definisce “un’inerzia colpevole” nella gestione delle aziende sanitarie foggiane commissariate.
A parlare è il segretario generale provinciale Achille Capozzi, che non usa mezzi termini: “La pazienza è finita. La Regione continua a tenere sotto scacco la sanità foggiana, bloccando di fatto la contrattazione aziendale e negando ai lavoratori diritti e prospettive”.
Secondo la FIALS, il protrarsi del commissariamento dell’ASL Foggia e del Policlinico Riuniti starebbe causando una paralisi amministrativa con ripercussioni dirette sui dipendenti sanitari e sull’intero sistema assistenziale del territorio.
“Contrattazione bloccata e diritti congelati”
Nel mirino del sindacato c’è soprattutto il mancato insediamento di direttori generali “dotati di pieni poteri”, situazione che impedirebbe la definizione degli accordi aziendali relativi a premi di produttività, indennità e progressioni economiche. Per la FIALS, non si tratta di un semplice ritardo tecnico, ma di una precisa responsabilità politica. “Senza direttori con poteri reali – denuncia Capozzi – gli accordi restano chiusi nei cassetti. È un furto di tempo e di denaro ai danni di chi ogni giorno lavora nelle corsie”. Il sindacato parla apertamente di “sanità congelata” e denuncia anche il crescente malcontento del personale sanitario, sempre più orientato a lasciare il sistema pubblico. Tra le conseguenze più gravi evidenziate dalla FIALS c’è infatti la fuga di professionisti sanitari verso altre realtà lavorative.
“In assenza di certezze contrattuali e di un serio piano di assunzioni – si legge nella nota – il personale migliore sta lasciando il pubblico o trasferendosi fuori regione, impoverendo ulteriormente un territorio già fragile”.
Altro nodo critico riguarda il confronto sindacale. La FIALS denuncia l’impossibilità di affrontare trattative concrete con commissari “a termine”, privi della possibilità di assumere impegni strutturali e programmatici.
“Questa non è gestione sanitaria – attacca il sindacato – ma eutanasia della sanità pubblica”.
Con il documento inviato agli uffici regionali, la FIALS diffida ufficialmente la Regione Puglia a procedere immediatamente alla nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie foggiane. In caso contrario, il sindacato annuncia iniziative di mobilitazione sempre più dure: proclamazione dello stato di agitazione generale del comparto; manifestazioni di protesta davanti alla Presidenza della Regione; denunce nelle sedi competenti per il danno erariale e professionale causato dalla paralisi amministrativa.
Durissimo l’affondo finale del segretario Achille Capozzi: “Basta con il gioco delle poltrone e i tatticismi baresi sulla pelle di Foggia. La Regione sta scientemente bloccando la contrattazione e impedendo ai lavoratori di ricevere quanto spetta loro. Foggia non è una periferia da gestire a mezzo commissari. Il tempo dei rinvii è scaduto”.



