San Severo, immagine d'archivio San Severo – “IL contesto economico che stiamo vivendo è drammatico e le cause sono sicuramente non attribuibili al singolo cittadino, alla singola istituzione o alla singola amministrazione, essendo una difficoltà che interessa dinamiche sovranazionali e speculazioni internazionali. E’ certo che questo momento tragico è aggravato dall’inadempienza da parte dell’Amministrazione Comunale di San Severo, assolutamente inadeguata ad attuare anche le piccole e concrete iniziative che potrebbero essere intraprese per dare un lieve respiro e sollievo alla nostra economia locale”. Lo dice in una nota il consigliere Francesco Damone (La Ppdt).
“E’ ormai sotto gli occhi di tutti i cittadini lo stato di abbandono e degrado del centro storico di San Severo che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città e registriamo con soddisfazione – al riguardo – la nascita di iniziative dal basso (associazioni e proposte), che danno speranza ad un futuro di rilancio. Nell’antica Grecia il simbolo che contraddistingueva una città democratica da una a regno monarchico-assolutistico era l’agorà, la piazza più importante situata nel centro della città, che era contenitore di tutti gli incontri pubblici in cui i politici dibattevano dei problemi della comunità, era luogo di incontro sociale, era fulcro dell’economia della città in quanto ospitava il mercato, ogni aspetto fondante della vita della città si concretizzava nell’agorà”.
Il consigliere F.Damone (immagine d'archivio - IlGrecale)“A San Severo cosa accade? – s’interroga Damone – Il contrario di ciò che gli elleni ci hanno tramandato! La nostra agorà è vuota, deserta e quindi ormai insicura anche per chi ci vive, le attività commerciali del centro storico soffrono due volte: per la crisi economica e per la trascuratezza di un’amministrazione che non li assiste. Sino a due anni fa vi era, con pregi e difetti, il mercato di piazza che muoveva un enorme flusso di persone creando economia, stimolando il commercio anche nei dintorni della piazza, ora non c’è più né il mercato – che dal centro storico è passato in periferia, al contrario di ciò che la storia insegna- né la piazza. Chiedo al sindaco Savino: “sappiamo che sta concentrando le energie sui problemi riguardanti gli assetti politici della sua maggioranza, ma dopo due anni e mezzo sarebbe necessario un intervento, nei limiti di ciò che un sindaco può fare, per risolvere almeno i problemi di competenza dell’amministrazione locale, quale necessaria stampella di una comunità che stenta a reggersi in piedi da sola”.