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PROCESSO Strage di Torremaggiore: l’accusa chiama a testimoniare tre Carabinieri

Taulant Malaj, panettiere albanese di 43 anni, residente a Torremaggiore, è accusato di duplice omicidio volontario.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Giugno 2024
Cronaca // Cronaca //
La lista dei testimoni della Procura (pm Sabrina Cicala e sostituto procuratore Antonio Laronga) nel processo contro Taulant Malaj, un panettiere albanese di 43 anni residente a Torremaggiore, accusato di duplice omicidio volontario e tentato omicidio pluriaggravato, si è ridotta.

Malaj, presente in aula con il suo difensore Michele Maiellaro (che ha sostituito in udienza anche il collega Giacomo Lattanzio), è accusato di aver accoltellato a morte il 51enne Massimo De Santis, ritenuto l’amante di sua moglie Tefta, e la figlia sedicenne Jessica, intervenuta per difendere la madre, che è rimasta gravemente ferita ma è sopravvissuta all’attacco. Il tragico evento risale alla notte tra il 6 e il 7 maggio dell’anno scorso.

Il processo, in corso presso la Corte d’Assise di Foggia, sta procedendo rapidamente. La pubblica accusa ha richiesto l’acquisizione delle relazioni e degli atti d’indagine redatti da tre militari (i primi carabinieri giunti sul luogo del delitto e un collega del RIS), convocati in aula come testimoni. Questi documenti riguardano la scena del crimine e i rilievi tecnici e biologici sui corpi delle vittime. Né la difesa né i rappresentanti delle parti civili si sono opposti alla richiesta, consentendo così di rinunciare all’ascolto dei testimoni.

Il processo riprenderà a fine giugno con un’udienza di transizione che vedrà la testimonianza di otto persone. Questa udienza condurrà il procedimento verso il punto cruciale: la deposizione di Tefta, moglie dell’imputato e madre della giovane vittima. Tefta si è costituita parte civile con l’avvocato Roberto De Rossi, sia in proprio che come rappresentante legale del figlio di 5 anni, testimone dell’orrore.

Nella precedente udienza erano già stati acquisiti i “filmati dell’orrore”, due video di 15 minuti complessivi, che mostrano i momenti dell’attacco e gli istanti immediatamente successivi. Queste immagini, seppur crude e senza filtri, sono considerate fondamentali per ricostruire la dinamica della strage.

La Vicenda
Il tragico evento, avvenuto il 7 maggio scorso, ha sconvolto l’intera provincia di Foggia. A spingere Malaj a compiere il delitto sarebbe stata la gelosia. La prima vittima è stata Massimo De Santis, un commerciante incensurato del posto, colpito con numerose coltellate nell’androne della palazzina dove risiedeva anche la famiglia Malaj. De Santis è morto dissanguato a causa delle ferite.

Successivamente, Malaj ha raggiunto la moglie in casa e l’ha aggredita con diverse coltellate. Jessica, la figlia sedicenne della coppia, è intervenuta per difendere la madre, ma è stata anch’essa colpita più volte e ha perso la vita durante il trasporto in ospedale. Il figlio minore della coppia, di soli 5 anni, ha assistito a tutta la drammatica scena e si trova tuttora sotto shock.

Lo riporta FoggiaToday.

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