ll Coordinamento già un mese fa con una lettera ufficiale richiese a tutti gli organi competenti, Sindaco, Presidente di Regione, Arpa, ASl, che alle indagini effettuate il 20 luglio, che hanno comportato la chiusura di Eco Capitanata facessero seguito un’altra serie di indagini volte a chiarire la reale presenza di inquinanti, nell’aria, nei terreni, nelle falde acquifere circostanti e nei prodotti coltivati in tutta la zona circostante l’inceneritore e questo nel raggio di alcuni chilometri. Non avendo ricevuto alcuna risposta da parte degli enti interpellati e dallo stesso Sindaco, primo responsabile della salute dei cittadini, i componenti del Coordinamento si dichiarano pronti ad affiancare ogni azione, che le valorose mamme vorranno intraprendere, per trovare una soluzione al problema. Dopo la riunione indetta dal primo cittadino in sala consiliare sabato scorso, nella quale non è stata presa alcuna decisione al riguardo, pare che la “patata bollente” sia stata affidata ai singoli dirigenti scolastici.
Il Coordinamento propone, per la ripresa serena delle attività didattiche, lo spostamento immediato della ditta Ladisa in una zona che possa assicurare maggiori garanzie d’igiene e si prepara a richiedere ufficialmente la chiusura definitiva dell’inceneritore Eco Capitanata.
Redazione Stato



