All’atto dell’accesso da parte dei militari, le “macchinette mangiasoldi” erano ben nascoste in salette appartate, alle quali era consentito accedere solo mediante apertura a distanza da parte del gestore oppure risultavano chiuse ermeticamente da porte blindate. In altri casi, i locali adibiti al gioco d’azzardo erano video-sorvegliati con telecamere a circuito chiuso. Al fine di sfuggire ai controlli da parte delle Forze dell’Ordine, i giochi illegali erano disattivabili a distanza a cura del gestore, attraverso l’utilizzo di appositi telecomandi oppure attraverso l’interruttore dell’energia elettrica, alla cui accensione corrispondeva l’immediato spegnimento degli apparecchi ovvero la comparsa sullo schermo di un videogame lecito. Durante i controlli, sono stati sorpresi a giocare ai videopoker numerosi avventori di diversa estrazione sociale, i quali, interrogati sul posto dai finanzieri, hanno dichiarato di aver speso, in una sola serata, somme variabili tra i 30, 50, 100 e 200 euro.
Ai gestori delle sale giochi e dei circoli privati sono state comminate sanzioni amministrative pari ad € 1.300 per ogni videopoker illecito detenuto nonché € 1.000 per ogni congegno privo di nulla osta. Inoltre, verrà applicata la sanzione accessoria della sospensione temporanea dell’esercizio per un periodo variabile a seconda del numero dei videopoker detenuti all’interno di ciascun locale.
Redazione Stato



