Il professor Michele D’Angelo, docente di Biologia all’Università dell’Aquila, rischia fino a 20 anni di carcere per un incidente avvenuto l’8 agosto 2025 vicino a Fier, in Albania, in cui ha perso la vita un ragazzo minorenne. Il docente, 45enne originario di San Severo, era alla guida di una Lancia Ypsilon insieme alla moglie, anche lei docente universitaria.
Secondo l’accusa, D’Angelo avrebbe compiuto una manovra azzardata svoltando a sinistra su una linea continua. La difesa, invece, sostiene che il professore procedeva a soli 11 km/h, mentre l’altra vettura coinvolta, una Mercedes, viaggiava tra 98 e 107 km/h, e che la collisione sarebbe stata causata dall’eccessiva velocità dell’altra auto.
Un elemento chiave della difesa riguarda la linea stradale: un video ripreso dalla moglie mostra che la linea fosse tratteggiata, rendendo la svolta di D’Angelo perfettamente lecita, contestando i rilievi della polizia albanese, effettuati di notte e sotto la pioggia.
Sotto accusa c’è anche il presunto allontanamento dal luogo dell’incidente, ma la difesa spiega che D’Angelo è rimasto nelle vicinanze per 4-5 ore, cercando aiuto durante un matrimonio vicino al punto dell’impatto. Solo il giorno dopo si è presentato spontaneamente alla polizia insieme alla moglie.
Il pool difensivo, coordinato dall’avv. Fabio Maria Galiani, ha chiesto una nuova perizia collegiale, sottolineando che “le responsabilità vanno accertate secondo legge, non sulla base dell’emozione e del dolore”. La difesa ribadisce con fermezza: “D’Angelo è innocente e puntiamo alla sua assoluzione. Confidiamo nella giustizia albanese, che deve basarsi su dati oggettivi e non sull’opinione pubblica”.
L’udienza preliminare è imminente e l’esito determinerà se il docente dovrà affrontare un processo con una possibile condanna fino a 20 anni di reclusione.
Lo riporta foggiatoday.it.



