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Foggia, inaugurato ieri cantiere per centro accoglienza Sant’Eligio. Vendola: “Basta ai poverifici”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
23 Ottobre 2011
Capitanata //

Nichi Vendola (gualano.it)
Foggia – “UN luogo di segregazione diventa centro di accoglienza nel cuore della città. Qui ci prenderemo cura dei poveri, che vivranno vicini a noi e non in periferici poverifici”. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha spiegato così il senso e l’obiettivo del Centro di accoglienza per i senza fissa dimora che sarà realizzato dall’I.P.A.B. Addolorata all’interno dell’ex carcere ‘Sant’Eligio’ grazie al finanziamento – 1.000.000 di euro – assegnato dall’assessorato regionale al Lavoro e Welfare a valere sul P.O. FESR PUGLIA 2007-2013 (Asse III – Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale; Linea 3.2 – Programma di interventi per l’infrastrutturazione sociale e sociosanitaria territoriale).

Ieri mattina si è svolta la manifestazione di inaugurazione del cantiere a cui hanno partecipato anche l’assessore al Lavoro e Welfare, Elena Gentile, e il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, oltre al commissario straordinario dell’Addolorata, Alfonso De Pellegrino.

Il Centro è la prima struttura cittadina specificamente destinata all’accoglienza ed all’assistenza di persone oggi costrette a cercare riparo in luoghi di fortuna. A 24 di loro, equamente suddivisi tra uomini e donne, sarà offerta l’opportunità di usufruire dei servizi allestiti nell’ex carcere ‘Sant’Eligio’. Ben più numerosi gli utenti di docce, guardaroba e lavanderia messi a disposizione anche per quanti non trascorreranno la notte nell’edificio che sorge nel popolare Borgo Croci ed è di proprietà dell’I.P.A.B. Addolorata.

Gli obiettivi del progetto, a cui lavoreranno 3 unità assunte a tempo pieno, sono: offrire ospitalità temporanea ed assistenza di base a persone adulte in difficoltà e senza fissa dimora; favorire un percorso di accoglienza umana e materiale a persone vulnerabili socialmente; orientare ed accompagnare le stesse persone alla rete dei servizi ed al reinserimento sociale.

“La riforma delle I.P.A.B. e le politiche sociali della Regione – ha affermato Alfonso De Pellegrino – ci consentono di centrare un doppio obiettivo: restituire alla città una struttura abbandonata; attivare i servizi innovativi di cui c’è necessità per affrontare i bisogni emergenti”.

“La sinergia operativa tra Comune e Regione rende concreta una nostra ambizione dichiarata – ha aggiunto Gianni Mongelli – trasformare Foggia nella capitale dei diritti e dell’accoglienza”.

“Quest’opera, insieme a molte altre, ci dice che abbiamo vinto la scommessa lanciata a noi stessi quando abbiamo deciso di rilanciare le I.P.A.B. – ha sottolineato l’assessore regionale Elena Gentile – Oggi rappresentano una delle punte avanzate del welfare regionale e sono tra i destinatari dei 66 milioni di euro indirizzati dalla Regione verso la Capitanata per costruire infrastrutture sociali e attivare servizi e occupazione: 850 posti di lavoro, 700 dei quali destinati a donne”.


Vendola.
“Non dobbiamo perdere la memoria. E’ bello che un luogo di segregazione di ieri, diventi oggi un luogo di accoglienza. Si sta recuperando un immobile storico, un ex carcere femminile, nel quale sembra ancora di sentire l’eco di quelle voci e di quella sofferenza di donne segregate. Diventerà un centro di accoglienza, un luogo importante di contrasto attivo alla povertà, un luogo che nasce all’interno di un quartiere perché i poveri non hanno bisogno di fabbriche della miseria o di campi di concentramento. Devono vivere tra di noi”. Lo ha detto il Presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Prima a Foggia per la posa della prima pietra per la ristrutturazione dell’ex carcere Sant’Eligio in una “Casa dei senza fissa dimora” che ospiterà 24 persone poi, sempre a Foggia, per la posa della prima pietra per una residenza sociosanitaria per anziani autosufficienti “L’Oasi bianca” e infine ad Apricena per la posa della prima pietra per una struttura che si chiama “Dopo di noi” e per l’inaugurazione dell’asilo nido “Don Tonino Bello”.

“L’investimento in termini di infrastrutturazione sociale in Puglia è di una dimensione qualitativa e quantitativa che non ha precedenti nella storia – ha detto Vendola – e una parte consistente di questi investimenti, oltre 66 milioni di euro è stata indirizzata verso la provincia di Foggia, una provincia contraddittoria con fenomeni straordinari di modernizzazione e di vivacità economica ma anche con una piaga diffusa di povertà nelle aree periferiche che dobbiamo avere il coraggio di combattere con determinazione. Il rischio futuro è che la platea dei poveri aumenti in maniera considerevole”.

Vendola si è anche soffermato sul carattere inedito della povertà in Europa che emerge dall’ultima indagine della Caritas e cioè sulla “crescita della povertà in chi ha meno di 35 anni” e sul rischio concreto della fine dell’Europa se, nel nome delle politiche di contenimento del debito pubblico, si continueranno “a tagliare tutte le protezioni sociali e a lasciare la gente senza ombrello di fronte al diluvio”. La Puglia in questo contesto è una regione in controcorrente. “Nel 2005 – ha raccontato Vendola – abbiamo trovato una Puglia che aveva il più basso livello di infrastrutturazione sociale d’Italia. Un indice di sofferenza strutturale molto grave. Noi abbiamo cercato di costruire una nuova pianificazione. Abbiamo provato a pensare ai bambini e ad ascoltarli, abbiamo costruito 250 asili nido, molti dei quali nella provincia di Foggia. Abbiamo provato a correre e a metterci in riga rispetto a quegli standard di civiltà che per noi sono il minimo della decenza. E’ stata ed è una corsa controcorrente perchè ovunque in Italia e in Europa si pensa a tagliare il welfare per colmare il debito pubblico. Le risorse invece vanno trovate in un altro salvadanaio laddove ci sono gli scandali della ricchezza finanziaria e speculativa, gli sprechi e le corruzioni”.

Redazione Stato, p.f.

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