A Foggia si è svolto un confronto ampio e articolato sul PNRR promosso da Confindustria Foggia, con al centro lo stato di avanzamento dei progetti e le prospettive future in vista della scadenza del 30 giugno 2026, data entro la quale il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà essere completato.
Il dibattito ha evidenziato come una parte significativa delle risorse potrebbe non essere completamente erogata entro i termini previsti, aprendo interrogativi sulla gestione degli investimenti e sulla fase successiva alla conclusione del piano.
In apertura il Presidente Potito Salatto ha sottolineato la necessità di una visione strategica complessiva: «La Capitanata vuol concorrere al dibattito, dobbiamo chiederci cosa ne sarà degli investimenti che comunque dovranno essere portati a termine. Confindustria ha offerto la possibilità di un confronto su argomenti al momento privi di una visione d’insieme».
In chiusura dei lavori è intervenuto anche Luca Azzariti, Presidente della sezione Terziario di Confindustria Foggia, che ha posto l’attenzione sulle criticità operative legate alla spesa delle risorse.
«Il nostro obiettivo non era valutare il PNRR con il bilancino, ma ciò che ha messo in luce. Ebbene questa esperienza ci ha fatto comprendere quanto sia necessario per le imprese fare affidamento su regole certe, altrimenti rischieremo ancora di poter disporre di finanziamenti, senza poterli spendere».
Nel dettaglio, in Capitanata risultano 5.756 progetti finanziati per un totale di 1,339 miliardi di euro, con uno stato di avanzamento dei cantieri pari a circa il 37% nel comune di Foggia e percentuali più basse nel resto della provincia.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese ha evidenziato le difficoltà legate alla struttura amministrativa dei piccoli comuni e le potenzialità strategiche del territorio.
«È il risultato di una debolezza strutturale dei piccoli comuni, ma che riguarda tutto il paese se pensiamo ad un’attuazione definitiva delle risorse di circa il 40%», ha detto Piemontese che ha poi aggiunto: «Tra qualche anno raggiungeremo Napoli in un’ora, saremo nelle condizioni di arrivare nella Capitale in 2 ore. Foggia dispone di una posizione geografica da valorizzare, l’investimento sul porto alti fondali di Manfredonia va in questa direzione».
Sul piano internazionale è intervenuto l’ex ministro della Difesa e parlamentare europeo Mario Mauro, oggi coordinatore UE per il Corridoio del Mar Nero, che ha richiamato l’attenzione sulle dinamiche geopolitiche.
«Va salvaguardata l’autonomia strategica dell’Unione europea, ma siamo alle prese anche con un cambiamento d’epoca, come diceva Papa Francesco, che impone soluzioni. Bisogna continuare la logica del Recovery plan, ma oggi tutto va declinato in chiave di sicurezza. Le crisi geopolitiche in atto richiedono soluzioni immediate, ne ha parlato anche il Vicepresidente esecutivo dell’Ue, Raffaele Fitto, sulla destinazione dei fondi di Coesione per garantire la nostra sicurezza. Sembrano temi distanti dalla provincia di Foggia, ma basterebbe recarsi nell’aeroporto di Amendola dove è di stanza uno squadrone di cacciabombardieri F35 che vigilano sul fianco Nord-Est dell’Europa, per rendersi conto di quanto sia attuale il problema».
Sulla trasformazione dei sistemi infrastrutturali è intervenuto anche Ercole Incalza, già manager di Stato, che ha parlato delle criticità del sistema portuale e della spesa dei fondi europei.
«Tra quaranta giorni scopriremo come stiamo dati capaci di non spendere 110 miliardi». Incalza ha inoltre proposto un maggiore ruolo delle Regioni nella programmazione: «Nel nostro paese non c’è certezza di cassa del pubblico, dobbiamo chiedere per forza il coinvolgimento del privato ma imporre per legge che il 40% sia dedicato alle infrastrutture».
Al confronto hanno partecipato anche l’onorevole Erica Mazzetti, l’architetto Giuseppe Mele e il giurista Gianpiero Fortunato, con ulteriori contributi sul tema degli appalti, della governance e del partenariato pubblico-privato.



