Ancora un ritrovamento di telefoni cellulari all’interno di un istituto penitenziario della provincia di Foggia. Nella mattinata del 24 febbraio, nel carcere di San Severo, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno scoperto due smartphone occultati in un foro ricavato dietro il battiscopa di una cella.
A rendere noto l’episodio è stata la CGIL FP, attraverso il segretario regionale Gennaro Ricci, che ha evidenziato la necessità di potenziare i sistemi di controllo all’interno delle strutture detentive. A seguito del rinvenimento, due detenuti sono stati denunciati ai sensi dell’articolo 391-ter del codice penale, norma che punisce la detenzione di dispositivi elettronici non consentiti in carcere. I telefoni sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.
L’episodio riaccende l’attenzione su un fenomeno che continua a preoccupare. Nonostante perquisizioni e procedure di sicurezza, l’introduzione di cellulari negli istituti penitenziari resta una criticità. “La Polizia Penitenziaria ha dimostrato ancora una volta grande capacità investigativa”, ha dichiarato Ricci, sottolineando come le risorse disponibili siano limitate rispetto alla crescente diffusione del problema.
Negli ultimi giorni, proprio a seguito di precedenti sequestri avvenuti nei mesi scorsi, sono stati denunciati 21 detenuti per utilizzo illecito di telefoni all’interno dello stesso carcere. L’attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria, operativo anche presso la Procura della Repubblica di Foggia, ha permesso di ricostruire le responsabilità.
In particolare, uno dei detenuti è stato denunciato per ricettazione ai sensi dell’articolo 648 del codice penale, mentre altri venti sono stati segnalati per violazione dell’articolo 391-ter. Un quadro che conferma quanto sia delicata la gestione della sicurezza negli istituti di pena e quanto ingegno venga talvolta impiegato per eludere i controlli interni.
Lo riporta foggiatoday.it.



