La cattura in una casa colonica. Il personale del Commissariato ha trovato Di Giosio in una casa colonica non accatastata sita in contrada Iemma a circa 10 km dal centro di Cerignola. Di Giosio era latitante all’ordinanza di custodia cautelare del 2005 e del 2006 emessa dal Gip del Tribunale di Milano, dott. Stefania Donadeo, il 24 settembre 2009 nell’ambito dell’indagine denominata Pavone, condotta dal R.O.S., sezione anticrimine CC di Milano. L’uomo avrebbe tentato la fuga: prima a bordo di un motocross con le chiavi già inserite nel quadro comandi. Poi a piedi. Di Gioso aveva beneficiato della copertura dello zio G.S., cerignolano classe 1965, presente nella stessa casa colonica. L’immobile, un terreno coltivato a vigneto dell’estensione di oltre un ettaro è risultato essere di proprietà dello zio, ed è stato accuratamente perquisito.
L’operazione Pavone. L’indagine del R.O.S. era iniziata nel gennaio 2006, finalizzata al contrato di una organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga, cocaina ed hashish, dalla Spagna e dal Marocco. Indagati un centinaio di persone. Elemento di notevole spessore criminale, sospettato di appartenere al sodalizio di stampo mafioso Piarulli-Ferraro, che agisce principalmente fuori territorio, Di Giosio risulta essere gravato da pregiudizi per associazione per delinquere finalizzata all’usura e al falso, associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, spaccio, di sostanze stupefacenti, ricettazione, furto, appropriazione indebita e frode in commercio.
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