Superata la soglia delle seimila prestazioni annue nel 2025 per il Punto di Primo Intervento Territoriale di Torremaggiore, oggi denominato Postazione Fissa Medicalizzata del 118 (PFM). Un risultato che conferma il presidio dell’ex ospedale San Giacomo come la struttura con il maggior numero di accessi in tutta la Capitanata, davanti a realtà come Vieste, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis.
Il traguardo è stato raggiunto il 26 dicembre scorso, nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale medico e ai numerosi turni scoperti. Un contesto reso ancora più doloroso dalle recenti scomparse del dottor Vincenzo Incoronato e dell’infermiera Michela Ferrandino, entrambi vittime di incidenti stradali nel corso dell’autunno, figure molto apprezzate per la professionalità dimostrata proprio all’interno della struttura torremaggiorese.

A sottolineare l’importanza del dato è il Comitato Salute Alto Tavoliere della Puglia. Il presidente Michele Antonucci parla di “una rinnovata conferma del ruolo centrale della postazione medicalizzata h24”, che serve un bacino di oltre 35 mila residenti distribuiti tra Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti, Casalvecchio di Puglia, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia, con accessi frequenti anche dai comuni limitrofi.
La PFM, che conta attualmente due medici convenzionati, sette infermieri, un autista e tre ausiliari, svolge attività di gestione dei codici a minore gravità e di stabilizzazione dei casi più complessi, contribuendo in modo significativo a ridurre la pressione sui pronto soccorso di San Severo, Foggia e San Giovanni Rotondo. Un ruolo di “filtro” ritenuto strategico in un territorio dove la rete dell’emergenza-urgenza resta fragile.
Nonostante il risultato, la battaglia del Comitato non si ferma. L’obiettivo dichiarato per il 2026 è il potenziamento dell’organico, con la richiesta di almeno due nuovi medici per la postazione fissa e altri due per la postazione mobile del 118. Tra le proposte avanzate anche il rafforzamento dei servizi diagnostici, l’estensione degli orari della radiologia, l’adozione della teleradiologia e l’introduzione di nuove apparecchiature, oltre alla nomina stabile di un dirigente biologo per il laboratorio analisi.
“L’Alto Tavoliere merita attenzioni, non interventi minimi dopo anni di richieste”, è l’appello finale del Comitato, che lega il tema della sanità territoriale al crescente fenomeno della mobilità passiva e alla sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Un segnale chiaro: il diritto alla salute resta una priorità non più rinviabile.




