I primi risultati non si sono fatti attendere. Ieri, in occasione dell’avvio di tale attività congiunta, uomini della Polizia Ferroviaria e del Corpo Forestale dello Stato di Bari hanno ottenuto un rilevante successo nella lotta ai traffici del rame, ispezionando un sito adibito all’attività di recupero di rottami ferrosi appartenente ad una ditta sita in Bari alla Via Santa Caterina. Nel corso dell’accesso effettuato in data di ieri presso un noto rottamaio di Bari, la ditta Fratelli Cardone, con sede in questa via Santa Caterina, infatti, gli esperti della Polizia Ferroviaria, hanno rintracciato e sequestrato, anche occultate in fusti chiusi, quasi 11 tonnellate di rame, riconosciuto come proveniente dalle linee ferroviarie, da quelle elettriche e da quelle telefoniche. Di tale rame i titolari non solo non riuscivano a dare alcuna contezza, ma, soprattutto, non riuscivano a spiegare per quale motivo buona parte di esso si presentasse sguainato mediante bruciatura, operazione non consentita siccome causa di inquinamento atmosferico.
L’ingente quantitativo di rame, inoltre, è stato accumulato in meno di 4 mesi, siccome in un controllo effettuato nel giugno scorso esso non era presente. Per tale motivo si ritiene che il rame scoperto nella centrale di riciclaggio barese possa provenire da furti commessi anche in altre provincie e, segnatamente, da quella di Foggia: ingentissimi, infatti, i danni causati dalle azioni dei criminali nella provincia dauna nel corso della primavera e dell’estate, che hanno interessato principalmente ENEL e TELECOM ITALIA. Su un’area di circa mq 4000, interamente sottoposta a sequestro, sono stati rinvenuti, inoltre, cumuli di rifiuti accatastati costituti da materiale in alluminio e ferro; rifiuti ferrosi di varia natura e genere in stato di ossidazione avanzata; cumuli di pneumatici fuori uso accatastati alla rinfusa; carcasse di autovetture compattate prive di targhe e non bonificate con evidenti perdite di olii con parti di ogni genere tra cui paraurti, serbatoi in plastica, pneumatici, tappezzeria, cruscotto ed altre parti non bonificate; container contenente numerosi motori completi, non bonificati, di autovetture e di autocarri che presentavano ancora la targhetta con la stampatura del numero di telai. Il tutto era giacente su di un terreno carente delle più elementari norme di igiene e sanità pubblica nonché di sicurezza e salvaguardia ambientale; in alcune aree adibite allo smontaggio di motori il terreno risultava ricoperto da una melma costituita principalmente da oli esausti e liquidi vari percolati dai vari motori smontati al fine di differenziare le varie componenti.
“La presente azione – spiegano dalla Polfer di Bari – si colloca nell’ambito di un servizio Interforze, pianificato dal Compartimento Polizia Ferroviaria di Bari e dal Comando Provinciale di Bari del Corpo forestale dello Stato, finalizzato al controllo e alla repressione dei reati di furto e ricettazione di cavi elettrici di rame di pertinenza di TELECOM, ENEL e Rete Ferroviaria Italiana ed alla tutela dell’ambiente e salvaguardia della salute e dell’incolumità pubblica”. “I controlli proseguiranno su tutto il territorio provinciale mentre sarà cura di questa Amministrazione segnalare ogni elemento conoscitivo utile secondo i dettami di cui alla circolare del Ministero dell’Interno n°300.B/2^Div./853/86.AG.6”.
Redazione Stato




