La decisione aveva suscitato i timori dell’intera politica della città. La Giunta Comunale, appena saputa la notizia, si era infatti riunita in assemblea straordinaria, per lo spettro del dissesto e commissariamento. Tuttavia, subito dopo la sentenza del Tribunale di Foggia la maggioranza – piddì e socialisti – si erano detti certi che la Corte avrebbe ribaltato la sentenza in Appello.
“”E’ grave – disse Bruno Longo, consigliere di minoranza – che il sindaco Mongelli abbia indotto l’allora presidente del Cda di Amica Aimola a non consegnare i libri contabili dell’azienda in Tribunale già due anni fa. Il tentativo di salvare l’azienda affidandone le sorti ad un Amministratore unico si è rivelata alla fine una decisione sbagliata. Si sono persi due anni di tempo: allora, e non oggi, bisognava tentarne il salvataggio chiedendone l’amministrazione straordinaria. Il sindaco Mongelli sarà il responsabile del fallimento di Amica, perchè si è ostinato a tenerla in vita per altri due anni”.
Dopo la sentenza del Tribunale di Foggia, di non accoglimento al ricorso, il sindaco Mongelli aveva subito promesso come la sentenza sarebbe stata oggetto di “un approfondito esame da parte degli organi societari e dell’Amministrazione comunale”. Un esame, avviato nell’immediatezza della notifica del provvedimento e certamente non esaurito in questo brevissimo lasso di tempo, “non è stato oggetto di alcuna riunione straordinaria della Giunta comunale o di altro organismo amministrativo – precisò in ogni modo il sindaco”.
Il rinvio della decisione lo scorso 18 ottobre. Da ricordare che il giudice della Corte d’Appello di Bari, nell’udienza del 18 ottobre 2011, aveva già preso atto di quanto scritto e detto dalle parti, ma riservandosi di pronunciarsi con una “ordinanza a parte”. Una decisione che aveva evidenziato la complessità del caso inerente l’accoglimento del ricorso per l’amministrazione straordinaria di Amica. Contro la decisione del tribunale di Foggia che non ha ammesso Amica spa alla procedura di amministrazione straordinaria aveva fatto ricorso anche il Ministero dello Sviluppo economico, che si era espresso favorevolmente all´ammissione alla procedura.
“Futuro più sereno”. Soddisfazione è stata espressa a Stato da un consigliere di maggioranza: l’accoglimento del ricorso per l’amministrazione straordinaria della municipalizzata AMICA Spa fa infatti “ben sperare per il futuro dell’Ente, per la gestione delle risorse di bilancio”.
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